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Tunisia, lotta fra democratici e integralisti, ne fanno le spese gli omosessuali

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Tunisia Flag Mapdi Paolo M. Minciotti

E’ di qualche giorno fa la notizia dell’arresto di un avvocato tunisino per omosessualità. Se la cosa non sorprende, la legge del paese lo prescrive, ma non è stata applicata negli ultimi anni se non in casi eccezionali, stupiscono le modalità. L’uomo sarebbe stato sorpreso “in flagrante” mentre aveva un rapporto sessuale con un 18enne (quando l’età del consenso in Tunisia è di 20 anni). Ora stupisce che un avvocato, in un paese come la Tunisia, abbia un tale sprezzo del pericolo da farsi trovare “in flagrante” mentre  sta facendo sesso con un ragazzini non ancora nell’età del consenso. Molti pensano si sia trattata di una trappola.

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Mettete da parte i soliti luoghi comuni, ma in quel paese lo fanno tutti (che è vero), in quel paese c’è ipocrisia (che è vero), in quel paese ci sono problemi di integralismo (assolutamente vero).  C’è però una cosa che non tutti sanno o non vogliono sapere: in Tunisia l’omosessualità, o meglio il sesso tra uomini per necessità, è un’abitudine sessuale di cui tutti sono al corrente, donne comprese, ma di cui nessuno parla.

E il concetto di “omosessuale” così come lo conosciamo in Europa è assolutamente sconosciuto e fuori dalle regole sociali. Ed essere colti “in flagrante” in quel paese significa che qualcuno entra nella tua camera da letto perché è informato di ciò che sta accadendo.

Quello che è successo all’avvocato arrestato fa parte, in realtà, della terribile lotta per il potere che si sta combattendo nel paese con la maggioranza democratica laica che non ha la maggioranza nel parlamento e la minoranza salafista, integralista di ispirazione islamica, che governa con poco più del 20% dei voti (ci sono cose che non succedono solo in Italia), ma non è tutto qui. L’uomo è anche il fondatore di un nuovo partito, il Partito Liberale, di ispirazione laica e democratica che non ha rappresentanza parlamentare, ma che potrebbe averne in futuro spostando gli equilibri politici del Paese, cosa che gli islamisti di Ennahda non vogliono.

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La Tunisia è un paese dove in questo momento storico e politico, dopo l’assassinio di Chokri Belaid sindacalista e oppositore politico, il cui assassino non è ancora stato trovato e l’omosessualità ancora una volta, viene utilizzata come strumento di repressione politica, intimidazione, arresti ingiustificati, puó succedere e di fatto succede, qualsiasi cosa.

E gli omosessuali, ancora una volta, pagano con le loro vite e la loro libertà la lotta eterna tra democrazia e dittatura.

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