Vediamo un po’. Dove sta tutto sto problema per cui bisogna scrivere fiumi d’inchiostro su questo che s’incontra con quello, su Barca che va dalla Gruber, Renzi da Mentana, su Renzi che dice a Bersani di piantarla di parlare di loro due e pensare al paese (o al partito), degli incontri di D’Alema con Renzi o con quell’altro. E’ vero che la stagnazione politica è tale che di qualcosa bisogna pur scrivere, o parlare, ma è altrettanto vero che (s)parlare di guerre in una normale lotta tra correnti di partito che devono ristrutturarsi in un’unica forza in vista di elezioni prossime venture è, almeno, esagerato.
E Tamberi tira fuori il Gianmarco dal cilindro e vince l’alto con 2,32
E' quasi incredibile, ma Gianmarco Tamberi riesce a vincere la gara di salto in alto a Birmingham proprio... →
La sensazione è che si sia generata un’abitudine tale a parlare di partiti-persona (quello di Berlusconi piuttosto che quello di Grillo, quando non quello di Monti) da trasformare le normali scaramucce tra esponenti di partito che vogliono il potere e vogliono governare in guerre senza confine, né ordine né leggi. Pensiamo, lo abbiamo sempre pensato, che il dialogo, le liti, gli scontri, le opposizioni anche aspre e la sintesi siano ciò che fanno della politica ciò che è: una splendida opportunità per chi la fa, per chi ne osserva e per chi ne scrive.
Ma se continuiamo a far passare il messaggio di chi vuole giustificare la sua incapacità di fare politica dicendo che la politica è una merda, allora siamo proprio cotti.
StraordiNadia Battocletti: vince anche i 10mila femminili
Le hanno provate tutte per asfissiarla, ma non ci sono riuscite, lei ha sempre risposto agli attacchi e... →

