
E’ un giovane 16enne, il gruppo dei suoi compagni di scuola, quattro ragazzi e una ragazza, decidono che è gay, anche se lui non si pronuncia sulla questione né da particolari segni per avvallare la loro supposizione. Cominciano i soprusi del gruppo di minus habens.
Quattromila firme per la petizione di Palestine Action Italia contro l’informazione Rai sui temi legati ad Israele
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Lo chiudono nel bagno delle ragazze, gli infilano riviste gay nello zainetto, scrivono il suo numero di cellulare alle fermate dell’autobus della citta con proposte omosessuali esplicite, lo sputtanano con insegnanti e con la squadra di pallavolo.
Pare che la ragazza fosse la più attiva nelle “cattiverie antigay”.
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Il ragazzo non esce più di casa. I genitori intervengono e denunciano. I carabinieri convocano e convincono i bulli a desistere. Pare che i cinque si siano scusati (sic).
Ringraziamo i vari governi italiani per non avere fatto leggi che proteggano minorennni e maggiorenni dalla cattiveria gratuita altrui.
