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Portrait of a dancer di Lutz Forster: Danza in punta di matita

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LuzFortsterdi Emilio Campanella

Lo abbiamo aspettato un anno e finalmente Lutz Forster, importante esponente del Tanztheater di Wuppertal, ha portato il suo spettacolo-ritratto. Era in cartellone già la scorsa stagione, ma problemi di salute lo avevano bloccato. Ora si è presentato con tutta la sua eleganza aristocratica, l’alta statura, il naso importante che lui stesso considera tratto caratteristico della sua personalità.

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Questa breve ora in cui il danzatore tedesco, in inglese, si racconta -contraddicendo un po’ le abitudini di Pina Bausch che desiderava tradotti tutti i testi dei suoi spettacoli plurilingui, anche nell’idioma del paese ospite- mi ha fatto pensare un po’ come ad un disegno a penna per il parlato e a varie tecniche grafiche per i vari brani tratti da spettacoli famosi evocati.

Forster ha vissuto a lungo negli Stati Uniti, lavorando con Bob Wilson, ad esempio, con il quale è nata una lunga amicizia che ancora dura, e con la Josè Limòn Company per la quale ha a frequentemente interpretato Yago del capolavoro THE MOOR’S PAVANE. Proprio questo è uno dei punti nodali della serata in cui viene mostrata la presentazione coreografica del personaggio, con la classe del grande insegnante-interprete. Fra i molti racconti spicca la rievocazione della creazione di NELKEN e dell’inserimento dell’ interpretazione di Lutz, del song gershwiniano: THE MAN I LOVE con il linguaggio dei non udenti, dedicata ad un amico perduto; un pezzo notissimo negli anni ’80, grazie al documentario: UN JOUR PINA M’A DEMANDE’ di Chantal Akerman.

Esilarante il racconto della scrittura e della reazione dei genitori di fronte a KONTAKHOF, uno degli stucke più approfonditi con le sue varie versioni, almeno quanto Nelken, che potrebbe contenderne il numero al DON CARLO di Verdi! Naturalmente viene riproposta la danza sul corpo da: FUR DIE KINDER VON GESTERN, HEUTE UND MORGEN, che tutti abbiamo rivisto in PINA di Wenders il quale  ha assunto a corifeo delle “passerelle” corali, proprio Lutz Forster, riconoscendone l’importanza e la presenza nella compagnia di Pina Bausch. Lo spettacolo nacque da un’idea della fondatrice della compagnia che poi la propose al coreografo Jerome Bel: Debuttò ad Utrecht nel 2000, ma ora è creatura autonoma del suo interprete. Era una prima nazionale.

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