di Monica Maggi
Da anni recupero libri dovunque: case, biblioteche, strade, negozi. Sono libri che vengono ceduti o lasciati andare perché considerati inutili e superati. Forse per il tipo di carta, per i caratteri troppi piccoli, per le immagini troppo vecchie, per copertine rovinate. A nulla serve sottolineare che sono titoli belli, autori illustri o cose così: chi vuole disfarsene non sente altro che l’urgenza di mollare l’ingombro.
Con questi libri allestisco punti di donazione gratuita: ne esiste uno stabile il sabato mattina e via via altri improvvisati. Ma c’è un tipo di libro che non darò via mail: quello pieno di storie di chi lo ha vissuto. Sottolineature, appunti, riflessioni, lettere scritte sui bordi o su fogli poi lasciati tra le pagine. Come questo che vedete in foto.
Il libro è degli anni 30, la lettera non saprei. Ma poco importa: la Memoria per me è questa. Sia ben chiaro: la Memoria è fatta anche di date come il 16 ottobre 1943 (rastrellamento dfl ghetto di Roma) e grazie a queste drammatiche date noi possiamo scrivere la Storia e farne monito sempre.
Però dovremmo inchinarci alla Memoria ogni giorno, e sono queste piccole grandi storie di umanità che ce lo ricordano.
(27 gennaio 2026)
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