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E davvero ci sono giudici comunisti dappertutto….

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di Ennio Trinelli
E già, è proprio così. Pericolosi giudici comunisti che cospirano contro il glorioso governo meloniano a Roma liberando dietro cauzione, in totale rispetto delle leggi della Svizzera che è paese sovrano, indipendente, neutrale e che sottopone a referendum dei cittadini ogni nuova legge (che non vengono votate per decreto), si nascondono dappertutto. Lei, che è paladina di tutte le ingiustizie, come dimostrano i sempre troppo numerosi esponenti della sua maggioranza (per pochi che siano) condannati o inquisiti per questioni da nulla come l’essersi comprati robe con soldi pubblici o essere accusati di avere fatto casini coi soldi della cassa integrazione che ai dipendenti non sono mai finiti, non avendo questi mai smesso di lavorare, ha deciso di mettersi di traverso contro i giudici elvetici per il bene degli italiani. Questi nipotini di Lenin hanno infatti liberato Jacques Moretti, proprietario del locale della spaventosa tragedia di Crans-Montana, dietro cauzione: proprio come prevede il loro ordinamento. Che impudenza. Ma lei non ci sta.

Così dopo avere tolto le accise dalla benzina, dopo avere aumentato gli stipendi, abolito la legge Fornero, costruito uno strabiliante Ponte sullo Stretto, sconfitto la mafia, scoperto che il problema centrale dell’Italia erano i rave-party, che bisogna sgomberare ogni luogo privato occupato illegalmente basta che non ci stia dentro Casapound, liberato i mari di tutto il globo terracqueo da pericolose orde di migranti antropofagi, costruito costosissimi rifugi per cani randagi in Albania al costo di diverse centinaia di milioni di euro (ma volete mettere vederli felici, giocherellare con forze dell’ordine che si vedrebbero tanto volentieri nelle strade italiane a caccia di altri cani); dopo avere tolto di mezzo quella baggianata del reddito di cittadinanza che permetteva di mangiare a chi non aveva un soldo, dopo avere scoperto che per applicare le leggi in Italia bisogna indire un referendum e che la questione centrale da affrontare contro la violenza sulle donne è decidere tra dissenso e consenso, la presidente del Consiglio che è anche un po’ vostra madre, ora ha deciso di chiedere spiegazioni alla Svizzera su una decisione sovrana, presa rispetto a un reato commesso sul suo territorio sovrano e in perfetto accordo con le leggi sovrane che governano la Federazione Elvetica.

Più che una presidente del Consigli è un’eroina.

 


(24 gennaio 2026)

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