L’Assemblea degli 88 esperti religiosi, incaricata dalla Costituzione di eleggere la figura più importante nella Repubblica islamica, ha scelto la nuova Guida Suprema dell’Iran. Sarà il secondogenito dell’ayatollah ucciso il 28 febbraio scorso dalle bombe su Teheran, il 56 enne Mojtaba Khamenei, l’uomo che Donald Trump considera il «peso piuma» con cui non vuole avere a che fare. «Serve la nostra approvazione per la Guida Suprema, se non la ottiene non durerà a lungo», ha detto ieri il presidente americano. Quindi già non si mette bene. L’annuncio della scelta della nuova Guida Suprema è stato dato dalla televisione di Stato, che ha trasmesso anche l’appello dell’Assemblea al popolo iraniano, con la chiamata «all’unità» e «al giuramento di fedeltà» al nuovo leader. Non è un consenso scontato, neppure dopo il diluvio di missili di questi giorni e la nube acida nel cielo di Teheran, provocata dai raid sulle raffinerie.
Nonostante i festeggiamenti dei supporter nelle piazze, sembra infatti che molti abbiano urlato «Morte a Mojtaba!» dalle finestre dei palazzi.
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Questa scelta sembra indicare la volontà di non entrare ancora in una fase negoziale, a meno che, al di là delle prime dichiarazioni pubbliche, il nuovo leader non si dimostri sensibile alle esigenze di cambiamento della popolazione, spinto dall’irruenza della guerra e dai danni che la stessa sta provocando, a cercare soluzioni per la risoluzione del conflitto.
I prossimi giorni saranno importanti e daranno probabilmente già delle indicazioni.
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(9 marzo 2026)
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