Il ministero degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale ha convocato l’ambasciatore russo in Italia Aleksej Paramonov in Italia per contestargli l’inserimento di alte cariche della repubblica italiana in un presunto elenco di soggetti “russofobi”.
I nomi sono quelli del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del ministro degli Esteri Antonio Tajani e del ministro della Difesa Crosetto. Una provocazione che la presidente del Consiglio ha definito “Inaccettabile” aggiungendo poi che “l’Italia ha scelto con fermezza di stare al fianco dell’Ucraina di fronte alla brutale guerra di aggressione scatenata dalla Russia ormai tre anni fa, e continua a garantire il proprio sostegno al popolo ucraino nella sua eroica resistenza”.
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Meloni ha poi manifestato la sua solidarietà al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ai ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto e “a tutti coloro che sono stati destinatari di questa inaccettabile provocazione”. A non aver ancora preso posizione sull’attacco al Capo dello Stato è il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. Silenzio anche da Salvini. Parlano i capigruppo, ma non è la stessa cosa.
Il ministro Tajani, come riferisce in una nota della Farnesina, considera “l’inserimento della persona del Capo dello Stato in questo elenco una provocazione alla Repubblica e al popolo italiano e offre la sua solidarietà istituzionale e personale al presidente Mattarella”.
“L’inserimento del presidente Mattarella in una lista di presunti russofobi da parte della Russia di Putin è inaccettabile, grave e inqualificabile” afferma Elly Schlein. “Il presidente Mattarella ha il pieno sostegno nostro e degli italiani, siamo con lui contro ogni tentativo di inquinare, distorcere, minacciare la democrazia. Piena solidarietà dal Partito Democratico”.
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(30 luglio 2025)
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