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HomeIl CommentoUn "No" senza se e senza ma. Sempre

Un “No” senza se e senza ma. Sempre

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Testo:

di Alfredo Falletti

Sarà sempre un dire “No” a quel modo di estrinsecarsi di disagio mentale patologico ed irrecuperabile. Un No” senza se e senza perché impossibile relativizzare il pensiero e l’azione fascista, filo fascista, post fascista con frasi ipocrite come “il fascismo ha anche fatto cose buone” o “l’unico errore di Mussolini è stato l’allearsi con Hitler”.

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Il fascismo non ha e non può avere una “parte buona” perché fondato sulla violenza verbale e fisica, sulla discriminazione ed il razzismo, sulla costrizione del pensiero e l’annullamento della capacità di raziocinio e di critica, sull’annullamento della cultura come scambio e l’imposizione dell’unica cultura e del pensiero unico. Al fascismo non dovrebbe neanche dirsi NO perché non dovrebbe nemmeno esistere, eppure, ovunque si sia manifestato, non è mai stato con una propria identità perché si è dato un altro nome (ora si chiamano democrazie illiberale) perché sempre uguale a se stesso.

Dall’Italia alla Spagna, dalla Grecia al Cile ed all’Argentina il fascismo è sempre stato se stesso in una tragica e mortale coerenza, ma si dava nomi diversi anche se rimaneva sempre se stesso e mai altro; usava modi e strategie e tattiche diverse, ma sempre se stesso rimaneva: una orribile spirale liberticida, oppressiva e soppressiva di vite, idee, pensieri e coscienze ma sempre con un ghigno sul viso ed un linguaggio del corpo fatto di arroganza, di svilimento dell’altro, di becera spacconeria, di indecente etica e di gerontocrati che si riempiono la panza. L’invidia sociale al potere.

Il fascismo non è dunque qualcosa al quale dire “no”, ma un abnormità da cancellare dalle nostre coscienze e comportamenti relegandola alla storia; la peggiore di questo Paese guidato fin troppo spesso da ipocriti, reticenti, opportunisti e negazionisti della realtà che avanza subdolamente.

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Ora manca solo, di nuovo, il bruciare libri – ci si limita a vietarli nelle scuole, per ora – e allora tutti a nascondere “1984” di Orwell considerato tra i “libri del diavolo” da bruciare sull’altare della pseudo cultura, a favore di libri di favole con frasi a effetto, simpatici mostriciattoli ed eroi improbabili. E di libri di storia che non dicono un quarto di quello che è successo sul serio nascondendo il 75% di quello che è successo sul serio (ergo i libri di storia non esistono).

 

 

(25 aprile 2025)

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