E’ una sorgente d’odio e di rancore senza fine Donald Trump ed è tale la sua rabbia verso il mondo, che ha nascosto con molta attenzione durante il primo mandato facendolo esplodere prima con Capitol Hill poi restandosene in (quasi) silenzio per quattro anni in attesa della rivincita con la quale l’avrebbe fatta pagare al mondo, che non si ferma nemmeno di fronte a ciò che è giusto, ma che non fa parte del suo disegno destabilizzatore e sovranista.
Nel suo furore da generale in capo dei Proud Boys (oltre che delle Forze Armate americane) ha accusato il Sudafrica di “aver confiscato terre ad alcune categorie di persone”, – nella fattispecie ai bianchi per risarcire i neri discriminati per decenni – così gli Stati Uniti taglieranno gli aiuti al Sudafrica.
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La minaccia di Trump è vaga e precisa come solo il male sa essere: “Taglierò tutti i futuri finanziamenti al Sudafrica finché non sarà completata un’indagine completa su questa situazione”, come se l’indagine la potesse comandare lui. Subito dopo la dichiarazione, rilasciata attraverso il suo social network personale “Truth” [sic] ha messo sulla strada i vertici dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale e ha accusato l’organizzazione di essere guidata da “pazzi estremisti di sinistra” al grido di: “Li caccerò”.
La decisione successiva sarà quella di prendere “una decisione” sul futuro dell’agenzia governativa americana per la lotta alla povertà globale, ha chiuso garbatamente il presidente USA.
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(3 febbraio 2025)
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