di Daniele Santi
Con volantinaggio diretto alla popolazione di Rafah, ultima città in piedi della Striscia di Gaza, per informarli di sgomberare possibilmente in fretta perché devono bombardare. E’ l’ultimo atto di barbarie di Natanyahu che segue l‘atto di barbarie ingiustificabile di Hamas del 7 ottobre scorso e che segue l’ingiustificabile massacro di civili donne e bambini inclusi, con un disprezzo per la vita tanto lampante quanto è chiaro l’intento politico di rimanere in sella per salvare se stesso del leader israeliano che si ripresenta alle elezioni. A conferma di quanto si scriveva.
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Ora, mentre sono in corso trattative per un accordo di pace – che né Hamas né Israele vogliono perché non conviene e nessuno dei due – arriva il nuovo attacco israeliano che costringe a fuggire da una terra che non hanno verso una terra che non c’è un milione e mezzo di persone (meno i prossimi morti scientemente programmati dallo spietato comandante in capo), il popolo palestinese senza terra e senza case dove stare, popolo palestinese del quale non interessa nulla a nessuno eletto a simbolo per scatenare violenze in nome della pace [sic] all’estero e distrutto come se fosse portatore di tutti i mali del mondo per punire [sic] Hamas che nel disprezzo del popolo di Palestina, è usato come arma umana per destabilizzare Israele, interessa esattamente quanto interessa a Netanyahu e all’Iran più tutti gli avvoltoi che volteggiano puzzolenti sulle sofferenze di uomini, donne e bambini che vogliono semplicemente vivere, amare, avere un lavoro (che non gli è concesso) e dormire sotto un tetto sicuro.
Keir Starmer ha lasciato
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(7 maggio 2024)
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