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Perché la maggioranza degli italiani (che votano) sceglie di votare chi li impoverisce?

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di Marco Biondi

Perché ogni volta che leggo i famosi sondaggi elettorali o consulto i risultati delle urne mi aumentano i bruciori di stomaco? Troppo alcool, diranno in tanti, forse troppi fritti? No, mi spiace, nulla di tutto questo. Sono anche perennemente a dieta. Il malessere nasce altrove e ha radici profonde, direi dalla fine della prima Repubblica.

Ma vi ricordate i personaggi come Ugo La Malfa e, prima di lui, Luigi Einaudi, che ripetevano fino all’ossessione che i conti dello Stato dovevano essere in ordine e che si poteva spendere solo quanto c’era in cassa? Quelli sono tempi lontani e certamente molto è cambiato nella scena mondiale, ma confesso che qualche nostalgia mi viene. Dopo allora, la politica dell’equilibrio di bilancio venne sostanzialmente abbandonata con l’avvento del craxismo, che iniziò a spingere l’economia facendo debito, ma tutto naufragò con “mani pulite” che non consentì di avere la prova se quella politica economica  potesse dare buoni risultati anche nel lungo periodo. C’eravamo quasi illusi di essere diventata la quinta potenza economica del mondo e, improvvisamente…. Puff! Tutto scomparso.

Dopo “mani pulite” nacque, di fatto, il populismo in politica. Berlusconi e Lega Nord, diedero l’avvio a campagne elettorali basate sull’uso improprio dei soldi dei cittadini. Se torniamo alle promesse di allora e le confrontiamo con i risultati effettivamente raggiunti, troviamo solo desolazione. Se Berlusconi riuscì a cancellare imposte sulla casa, imposte di successione (delle quali ha ampiamente beneficiato) e approvò condoni edilizi e fiscali, tutto fu realizzato con l’aumento del debito pubblico, e quindi di tutti noi cittadini italiani. Con i soldi nostri, insomma. Qualcosa magari poteva avere senso, ma i suoi Governi, di certo, non si fecero scrupoli a emettere titoli di Stato facendo lievitare i relativi tassi di interesse.

Ci salvò l’Europa, quella faticosamente raggiunta grazie alla parentesi del Governo Prodi, regolarmente poi naufragato per far tornare Berlusconi e i suoi accoliti al potere.

Ricordate le polemiche sul famoso tasso di cambio Lire/Euro? Ancora oggi, sui social, ci sono post a ricordarcelo. Bene, chi avrebbe dovuto contrastare gli abusi nell’applicazione dei nuovi prezzi in Euro fu il nuovo Governo Berlusconi con il “commercialista creativo” Giulio Tremonti alle finanze che, non solo permise ai commercianti di raddoppiare impunemente i prezzi al consumo, ma studiò persino un “concordato fiscale” che permise indistintamente a tutti di non pagare le tasse sugli utili aggiuntivi realizzati rispetto all’ultimo anno della Lira. Un genio. E il popolo italiano alle urne cosa ricordò? Penalizzò il partito di Berlusconi o di Tremonti o dette la colpa a Prodi per aver negoziato un tasso di conversione troppo alto? Risposta semplice: Prodi ha rovinato gli italiani.

Il fatto di essere entrati nella Comunità Europea, però, permise a qualcuno, terzo, di impedire che il debito andasse fuori controllo. E gli italiani alle urne ricordarono poi Merkel, Monti e Fornero che dovettero far rientrare le casse dello Stato dalla bancarotta o Berlusconi che la bancarotta l’aveva provocata? E’ superfluo ricordare che il partito di Berlusconi è ancora oggi al Governo, con gli stessi alleati di allora. Ma arriviamo a giorni più recenti. Ricordiamo l’abolizione della povertà annunciata in pompa magna dal balcone dall’ineffabile coppia Di Maio/Salvini. Il reddito di cittadinanza.

Fu introdotto in fretta e furia, senza controlli, finanziato a spese di istruzione (cosa serve in fondo?), sanità (permettendo a quella privata di prosperare) e previdenza. L’introduzione del reddito di cittadinanza ha forse aiutato l’economia? Al contrario, ha continuato a consentire a chi lavorava in nero di farlo, percependo anche il sussidio con i nostri soldi. Non sto dicendo che non sia giusto, anzi sacrosanto, aiutare chi ha bisogno, ma, visto l’andazzo in Italia e l’imponente evasione fiscale che vantiamo, avrebbe dovuto avere ben altri strumenti di controllo. Ma ancora, abbiamo verificato che a tutto sia servito fuorché a generare nuovi posti di lavoro, ad eccezione di quelli destinati ai navigator, che forse sarebbe stato più giusto nominare naufragator  tanto clamoroso fu il fallimento del loro progetto.

Ma gli italiani si sono ricordati del danno fatto? Nossignori, perché poi i geniali cinquestelle, si sono inventati uno dei più grossi flop di politica economica mondiale, il bonus 110%. E riuscirono a farlo grazie all’allentamento dei vincoli finanziari a seguito del Covid col risultato di creare un altro cratere scavato nelle casse dello Stato, il raddoppio dei costi nell’edilizia (provate a verificare quanto costa oggi rifare un bagno di un’abitazione e quanto costava quattro anni fa!), e la dilatazione inverosimile dei tempi per qualsiasi intervento edilizio in quasi tutte le parti del Paese.

E gli Italiani, al voto, se ne ricorderanno? Dai sondaggi, sembra proprio di no. Solo a pensarci… Quindi non ci penso.

E oggi, “chiamatemi pure solo Giorgia“, continua con l’aumento del deficit e lo finanzia con nuovo debito pubblico a interessi che, ricordiamolo, restano a carico della collettività. Ma di questo renderà conto alle urne? Ancora una volta, temo proprio di no. In conclusione, milioni di voti li abbiamo persi perché molti italiani, dichiarandosi delusi dalla politica, non vanno più ai seggi, ma quelli che votano lo fanno da informati? Ahimè, sembra proprio di no. Ora, non vorrei essere frainteso, non sono di certo uno che auspica l’austerità, ma posso almeno imbufalirmi se quei pochi soldi che abbiamo vengono sperperati per puro tornaconto politico e elettorale?

“Ugo La Malfa, Luigi Einaudi, dove siete?”, griderei al vento. Possibile che non abbiate lasciato in eredità qualche politico illuminato? E’ possibile che chi combatte contro gli sprechi, alla fine faccia la fine del carnefice? Se poi pensiamo che negli Stati Uniti, “il gran mogol dei populisti”, Trump, rischia di vincere le elezioni un’altra volta, non vi prende un piccolo sconforto anche a voi?

 

(2 maggio 2024)

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