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Tra “afascismo” e “squadrismo rosso” a fomentare tensioni nella piazze del 25 aprile

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di Claudio Desirò

Come ogni anno, il 25 Aprile ha portato con sé numerose polemiche in un Paese, come il nostro, che non ha mai superato le divisioni post belliche, anche a causa di quelle forze politiche che, in assenza di contenuti diversi, soffiano sul fuoco di un clima da guerra civile superato ormai da decenni.

Un 25 Aprile che, quest’anno come non mai, ha evidenziato l’attitudine allo squadrismo fascista da parte di un’area politica che si dichiara a parole antifascista, ma che da sempre non disdegna atteggiamenti squadristi ed illiberali da mettere in atto contro chi ha un pensiero diverso dal suo.

Quanto accaduto a Torino, a Milano, a Roma ed in molte altre piazze del nostro Paese in questi giorni ha dell’intollerabile e dell’incredibile: la mistificazione della storia, la distopia della realtà e l’ideologizzazione cieca, sono risultate in un mix che ha del pericoloso e del preoccupante.

Aggressioni fisiche e verbali contro chi, legittimamente e pacificamente, avrebbe voluto partecipare alle cerimonie di commemorazione ricordando tutti coloro che hanno dato la vita per la libertà del nostro Paese e sostenendo coloro che si stanno battendo per la libertà del proprio, per la Democrazia. Quella vera, non certo per quella che maschera i regimi illiberali che tanto piacciono ai sedicenti antifascisti contemporanei.

Gli attacchi alla Comunità Ebraica a Roma, le aggressioni contro la Brigata Ebraica, l’aggressione contro il gruppo radicale a Torino, sono solo alcuni esempi dello squadrismo rosso dilagante in certi ambienti. Ambienti dai quali si sono alzati cori irricevibili come il “siamo tutti antisemiti” di Torino. Nel silenzio delle istituzioni di centrosinistra. Nel silenzio del PD. Anzi, con la compiacenza della sinistra radicale, del PD e di quell’ANPI, organizzatore delle piazze, che ha infangato la memoria di coloro che vorrebbero essere rappresentanti, ma che si stanno rivoltando nelle proprie tombe osservando ciò che oggi è diventata la propria associazione.

Piazze rosse che mistificano la storia, che violentano il ricordo, che strumentalizzano l’attualità a scopo politico, a sostegno di quei regimi illiberali che anelano possano essere instaurati anche nel nostro Paese.

E mentre la sinistra parlamentare con la sua tifoseria, in assenza di altro da dire, continua la sua caccia ai fascisti immaginari confinati in un passato che non tornerà, chiudono gli occhi sui fascismi contemporanei realmente esistenti: la Russia di Putin, l’Iran Teocratico, il Terrorismo di Hamas e le piazze rosse. Chiudono gli occhi e ci vanno a braccetto, condividendone, evidentemente, meriti e metodi.

Con buona pace del millantato antifascismo con cui si riempiono la bocca.

 

(26 aprile 2024)

©gaiaitalia.com 2024 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 

 

 



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