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HomePolitica & Pop CornSe Atene piange, Sparta non ride. E l'Italia sopravvive (o tenta)

Se Atene piange, Sparta non ride. E l’Italia sopravvive (o tenta)

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di Claudio Desirò

La pandemia prima, la vile aggressione russa poi e la conseguente pessima congiuntura internazionale ci hanno accompagnato in questi anni e ci accompagneranno ancora nel prossimo futuro. Ma davanti a tutto questo, la nostra politica nazionale che fa? Litiga e si divide su tutto, soprattutto sulle cose futili, andando di fatto a distogliere l’attenzione delle tifoserie di parte, dai veri problemi attuali con cui il Paese si confronta.

Che sia la pubblicazione di un libro autoprodotto attorno al quale si è scatenata la solita bagarre, senza la quale nessuno si sarebbe accorto della sua pubblicazione, o che si tratti del tormentone estivo sugli scontrini (quando fatti) definiti “impazziti”, ogni occasione è buona per la propaganda di parte, a suon di slogan e di incitamento delle rispettive basi.

Se da un lato si trova un’opposizione che non riesce a superare la contrapposizione ideologica del ’45, con Schlein che propone addirittura una legge apposita contro “la propaganda fascista”, come se tale tema non sia già di per sé ampiamente regolato, dall’altro lato continua l’azione di Governo a base di misure annunciate e mai finalizzate, riforme urgenti mai portate a termine, ed uscite imbarazzanti di qualche dirigente di partito rimasto legato alla dialettica di quando si trovava all’opposizione.

In mezzo, il “nuovo centro” e le calendate a base di antipopulismo populista e superamento del bipolarismo polarizzato.

Insomma, nulla di nuovo sotto il sole estivo per un Paese che avrebbe bisogno di una classe dirigente diversa, responsabile, concentrata sul futuro e non sui futuri appuntamenti elettorali. Un Paese che ne avrebbe bisogno, ma che a causa del decadimento culturale che porta all’innamoramento transitorio per lo slogan più appetibile, forse non la meriterebbe.

 

(8 settembre 2023)

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