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Stavo quasi per fare i complimenti a Giorgia Meloni, ma poi…

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di Vittorio Lussana

A prescindere dall’assurdità giuridica di una gestazione per altri stabilita unilateralmente come reato universale, frutto più di una visione narcisista del liberalismo che da effettivi intenti di porre la questione in sede Onu per incardinare un trattato internazionale in materia, ci è apparsa alquanto maldestra l’operazione di cancellazione dai palinsesti della Rai della trasmissione Insider di Roberto Saviano, accusata di violazione del codice etico interno all’azienda di viale Mazzini. Un codice che parla di pluralismo, ovviamente, perché anche cadere in contraddizione è cosa umana.

Non c’è, infatti, alcuna violazione interna da parte dello scrittore napoletano, né di tipo disciplinare, né tantomeno deontologica. E anche la sua battuta su “Salvini ministro della malavita” è una semplice citazione di Gaetano Salvemini nei riguardi di Giovanni Giolitti, che era solito ottenere i voti di sostegno ai propri esecutivi dai rappresentanti politici dei latifondisti dell’Italia meridionale, promettendo loro di tutto. Si faccia dunque attenzione: quella di Saviano è un’accusa di trasformismo o di propagandismo, non di affiliazione alla criminalità organizzata. E ciò già basterebbe a fotografare perfettamente il livello medio della nostra classe politica.

In secondo luogo, un codice etico interno non può sovrapporsi al codice deontologico dei giornalisti. Pertanto, sarebbe anche il caso, da parte dei vertici della Rai, di investire della questione anche l’Ordine nazionale attraverso un esposto. Altrimenti, si rischiano ulteriori battaglie legali che vedrebbero la Rai costretta a effettuare tutti i pagamenti arretrati, oltre ai vari risarcimenti per i danni di immagine e tentata emarginazione professionale.

Se si vuol dimostrare vero coraggio, si vada fino in fondo: se si è realmente convinti della decisione presa, si affianchi a questa un’esposizione di fatti e violazioni, al fine di consentire una difesa del giornalista fornendogli, anche solo per conoscenza, le motivazioni della sua improvvisa esclusione dall’azienda, dato che lo stesso Roberto Saviano ha diritto di sapere di cosa viene accusato.

La cancellazione del programma in sé, insomma, non basta. Oltre a violare quello stesso codice etico che si dice di voler difendere. La Rai non è una caserma. E quest’azienda potrebbe ritrovarsi di fronte all’ennesima ‘figuraccia’, che la squalificherebbe definitivamente, mettendo in discussione ogni aspirazione a costruire una nuova egemonia culturale conservatrice.

Eravamo intenzionati a scrivere ottime cose, per alcuni eccellenti risultati ottenuti da Giorgia Meloni di recente. Evidentemente, è vero ciò che si dice: il suo problema principale continua a essere il personale politico che la circonda. E che continua a incappare in una serie ripetuta di gaffes e cialtronerie giuridiche, scientifiche e politiche.

 

(27 luglio 2023)

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