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HomeGiustappunto!"La Verità": una testata, un ossimoro

“La Verità”: una testata, un ossimoro

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Testo:

di Vittorio Lussana

Leggo dalla prima pagina de La Verità di mercoledì 24 maggio che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarebbe il capo dell’opposizione al Governo Meloni. Si tratta di un’evidente reazione dopo il discorso di commemorazione per i 150 anni dalla morte di Alessandro Manzoni, in cui il capo dello Stato ha contrapposto la triade “Liberté, Egualité e Fraternité”, discendente dalla Rivoluzione francese, alla consunta formula: “Dio, Patria e Famiglia” di matrice clerico-fascista.

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A prescindere dalla questione politico-ideologica, che ormai segnala come sia in atto, in Italia, una vera e propria involuzione che rischia di riportarci agli anni ‘50 del secolo scorso, noi qui veniamo a evidenziare la totale mancanza di deontologia professionale di un organo d’informazione che, già durante la pandemia, ha toccato livelli allarmanti di falsificazione propagandistica e disinformazione. I titoli de La Verità e certe aperture di pagina sono a dir poco masochiste: non c’è nessun atto del presidente Matterella che lo qualifichi come un presidente di parte. Avere una posizione terza, non significa pensarla in automatico come il centrodestra italiano. Semmai, è vero il contrario: è la coalizione attualmente al governo, che stenta a trovare una sintesi, riconoscendo il principio democratico di pluralità.

In democrazia si governa per tutti e non solo per chi ha votato un’alleanza piuttosto che un’altra. Già Italo Bocchino, direttore editoriale del Secolo d’Italia, si è più volte segnalato per l’errore concettuale, come se la democrazia fosse una sorta di dittatura della maggioranza: ci sono una marea di sentenze della Corte costituzionale che dimostrano che così non è. Persino nei consigli comunali, 4 seggi vanno riservati all’opposizione, anche se questa ha ottenuto pochissimi voti. La democrazia plebiscitaria, cioè l’idea che sottende simili svarioni deontologici, corrisponde al voler prendere la patente di guida sostenendo solamente l’esame di pratica: senza una conoscenza della cartellonistica, gli incidenti si fanno lo stesso. Tuttavia, Italo Bocchino dirige un organo di Partito. E ciò rappresenta un’attenuante vera: egli è tenuto a spiegare la linea di Fratelli d’Italia e a essere di parte. Un organo di informazione che si spaccia come quotidiano indipendente, invece no: esso è tenuto a motivare con fatti e prove le proprie posizioni. Fatti e prove che, nel caso de La Verità, sono spesso venuti a mancare o essere frutto di una manipolazione scarsamente deontologica, per non dire antiscientifica, gettando discredito sulla professionalità altrui.

Sostenere che gli asini volino non è affatto una forma di informazione, ma solamente cattivo giornalismo.

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(25 maggio 2023)

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