La solita corsa in avanti di Matteo Salvini: “Autonomia differenziata entro il 2023”, e gli alleati?

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di Giancarlo Grassi

Mentre in Lombardia si affilando le armi per le elezioni del prossimo febbraio, elezioni che Salvini non può permettersi di perdere, ecco profilarsi all’orizzonte lo spettro angoscioso dell’autonomia differenziata, uno dei cavalli di battaglia della Lega che il desiderio di spaccare l’Italia non lo ha mai messo da parte. Il progetto non piace a FdI né a Berlusconi e Tajani, così a Salvini non resta che la solita fuga in avanti attraverso dichiarazioni alla stampa. Ennesima fuga in avanti che rischia di non servirgli, se non a fini elettorali.

Al governo, del resto, Meloni non smette di ricordare agli alleati che il suo partito vale tre volte i loro (e il doppio se messi insieme) in termini di voti reali del 25 settembre 2022, mentre in termini di (gonfiatissime) intenzioni di voto da luna di fiele vale quasi tre volte i loro voti, un dettaglio, ma non per una donna di destra sempre più a destra che ha deciso di impugnare i conti come li faceva Togliatti: io conto questo tu conti quello dunque tu taci. Non fa una piega. Certo il rischio che Salvini dica o così o lasciamo il governo c’è sempre, ma ce lo vedete Salvini che lascia la poltrona? Ce la vedete questa Lega perennemente abbarbicata al potere che al PD gli fa una pippa a mollare le poltrone? Ce lo vedete Giorgetti che molla il governo dove di fatto lavora fianco a fianco con la presidente del Consiglio? Più facile l’accordo autonomia-presidenzialismo, ma per FdI l’Italia è una e indivisibile (e meglio se è anche neo-fascista).

Salvini scenderà a patti, anche perché, per come stanno oggi le cose in questo variegato e così velocemente cangiante mondo della politica, i voti per l’autonomia differenziata a tutt’oggi Salvini non ce li ha – a parte quelli di Toti Lupi che contano quell’uno virgola un po’ che è la percentuale dei grandi. E considerando che la maggioranza dei partiti, grida di alcuni governatori a parte, sono contrari a quest’opera di distruzione dell’unità nazionale così come l’ha concepita Calderoli, è evidente che l’autonomia differenziata la vuole solo la Lega: Salvini cioè pretende imporre a un intero paese una proposta illeggibile, incomprensibili, ingiusta e razzista – che alla popolazione non viene spiegata – che viene da un partito che sta all’8,8% (media Youtrend). E’ il craxismo [sic] in chiave leghista secondo il quale meno conto più pretendo di fare quello che mi pare all’interno di decisioni e politiche completamente distaccate dal benessere reale dei cittadini – che infatti a votare non ci vanno più lasciando mano libera a chi vuole fare quello che più gli piaccia.

 

 

(16 gennaio 2023)

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