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Il “Fake!” e la Cretina

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di Daniele Santi

Prima di essere tacciati di maschilismo tocca specificare che la cretina in questione è femmina, dunque non la si può apostrofare al maschile. La precisazione è necessaria perché non stanchi di averne dette di tutti i colori sulla pandemia, una simile sequenza di porcate non l’avevamo mai vista, ora la stessa tecnica produttrice di scontro sociale dentro e fuori i profili e i gruppi social, viene applicata anche alla Guerra di Putin.

Anche il nostro quotidiano, finito non si sa come all’interno di una sedicente gruppo di sinistra alternativa autoproclamatosi tale, in realtà accozzaglia di personaggi con idee poche, vita niente e molta, moltissima fantasia, è stato vittima dell’accusa di produrre fake da una signora il cui profilo, visitabile, non è nient’altro che una lunga serie di post inneggianti alla cultura [sic] alternativa, alla produzione dii notizie false, a libercoli di autori sconosciuti dai titoli bizzarri e dai contenuti improbabili, celebrati come nuove bibbie o nuovi libretti rossi, perché si ha sempre bisogno di crearsi un punto di riferimento autorevole [sic] per rendere credibili le cretinate che si scrivono. Nel frattempo, mentre riflettiamo se citare la signora per danni nelle sedi opportune, ci siamo limitati alle solite segnalazioni che si fanno in questi casi: senza speranza perché ci sono vite che sono, geneticamente, portatrici di imbecillità e di quell’imbecillità fanno apologia ad ogni respiro.

Ma la pace si fa anche con questi imbecilli, che imbecilli rastrellatori di imbecillità rimangono, e bisogna comprendere come il rifugio che certe inutili teste (sempre più numerose) ricercano in una realtà parallela non sia nient’altro che l’incapacità, dettata da paura del domani, di affrontare la realtà così com’è cercando un nemico esterno contro cui puntare il dito per liberarsi dell’angoscia di vivere.

Attraverso gli stessi elementari meccanismi si scatenano le guerre: con la proiezione di una realtà parallela e inesistente, con il puntamento del dito prima e poi del missile, e quindi dello scoppio di bombe contro civili inermi. Insomma in ultima analisi c’è sempre un’imbecille che fa danni, come la cretina che grida “Fake!”. L’unica differenza sta nel potere che la cretina è in grado di gestire e dell’odio che è in grado di scatenare. Ci scusiamo con lettrici e lettori per la lungaggine della metafora.

 

(11 marzo 2022)

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