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A Genova aperto un hotel Covid. E Giovanni Toti se ne vanta

di G.G. #Lopinione twitter@genovanewsgaia #Politica

 

A Genova le circostanze, non la sete di vacanze, hanno costretto all’apertura di un hotel Covid – un lazzaretto, per dirla alla Camus – come auspicato anche dal governo centrale per ridurre la pressione sugli ospedali (vogliamo parlare dello stato della sanità in Liguria Governatore?). Giovanni Toti così si sente libero di lanciare un tweet propagandistico dove racconta entusiasta di quanto la Liguria abbia anticipato il governo sugli hotel Covid – che son poi lazzaretti, per dirla alla Camus.

 


Il tweet è di pessimo gusto – e tocca dire al Governatore Toti che Salvini la propaganda la faceva meglio, e si veda come gli è andata -ed ha addirittura l’ardire il Toti (o il suo social manager [sic] che aveva già twittato l’orrendo post sugli anziani che se muoiono anche è lo stesso perché al paese non servono, questo prima che Toti parlasse di misure ad hoc per gli anziani che ancora non si vedono) di postare la foto delle stanze coi letti ben rifatti. Siamo al delirio dell’ipertrofia dell’ego, vera e propria malattia sociale che parte da chi governa e scende come sì nero mentello sulle inutili teste di coloro che votano questa gente.

Qualche ora prima il buon Toti aveva postato un’altra informazione fondamentale per la vita dei liguri che gli hanno conferito sulla base di questo spirito inclusivo un secondo mandato. Toti ha reso noto, sempre con un tweet, che anche lui mangia: come se ci fosse qualche dubbio in merito. Anche il tweet ripercorre pedissequamente l’onda barbarica dell’orribile bestia salviniana, anche se è leggerissimamente più raffinato – ammesso che nel caso del governatore si possa usare questo termine.

 

Il tweet, si percepisce, pretende di essere uno spot pubblicitario a favore della Liguria dove non si può andare, perché viaggiare nisba e per il Covid e perché i signori dei governi sono così impegnati sui social da dimenticarsi di mandare soldi a chi ne ha bisogno, e per viaggiare ci vogliono palanche dunque in quanto ad inutilità da social diremmo che Toti è secondo soltanto al suo amico Salvini. Quello che si è affogato in un mojito sulla costa romagnola.

Se dopo essersi ispirato al blu leghista per il logo di “Cambiamo” (cosa? dove? quando? e soprattutto come?) ora toti ha deciso per la comunicazione becera del post-Salvini sappia che – anche questa volta – arriva secondo. Che è come arrivare ultimo. Da oggi per favore, non manchi di twittare futilità sulle sue colazioni domenicali perché se il vanto è l’apertura di un hotel Covid “anticipando” le decisioni del governo siamo alla disperazione.

 

(15 novembre 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 




 

 

 

 

 

 

 

 



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