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Ignoranza, cattiveria, invidia, odio: eccoli i mali italiani. E non c’è governo che tenga

di Daniele Santi #Italiani twitter@gaiaitaliacom #Lopinione

 

I mali dell’Italia non si chiamano Salvini o Di Maio che sono quelli che vanno di moda oggi. Quelli sono gli effetti provocati dai mali d’Italia ed hanno un cognome che domani sarà diverso. I mali d’Italia, quelli veri, si chiamano ignoranza, cattiveria, odio, invidia, incultura, superbia, protervia. I vizi d’Italia si chiamano mezzucci. Le tendenze italiche si chiamano sopraffazione e disprezzo dell’altro. Poi c’è la provocazione. Fine a sé stessa.

Come quel demente che imperversa tra i commentatori seriali dei nostri articoli sulla nostra pagina Facebook ufficiale che in realtà non vive nemmeno in Italia.

L’Italiano medio che compone sgrammaticati ed improbabili commenti a post dei quali a malapena ha acchiappato il titolo, è quello che vota a pancia e che non sa nemmeno di cosa sta parlando. Mai.
Lui semplicemente si esprime per aprire bocca, perché finalmente la tecnologia gli ha dato megafono e ritiene che avere un megafono legale, possa permettergli di dire a chiunque ciò che lui pensa. Non lo sfiora l’idea di pensare porcate. Perché è fermamente convinto di essere nel giusto. Opinioni. Quasi nessuna. Tra le pochissime alcune che cambiano giorno dopo giorno. A seconda dell’aria che tira.
Esempio di tutto questo?

Un divertente sondaggio SWG pubblicato da Termometropolitico.it dice che la presidente della Commissione Europea Von der Leyen non piace ad un terzo degli Italiani. Nessuno in questo paese conosce Ursula Von der Leyen, non è sicramente l’Italiano mediobassi che urla dai sociali quello che ne conosce la storia politica o l’ha mai vista al lavoro; non l’ha sentita parlare mai, non ne ha letto le dichiarazioni. Di lei non sa nulla. Anche perché lei, in Europa, non ha ancora fatto nulla. Ma di concerto con Matteo Salvini, che è il politico capace di trasformare in voti l’ignoranza, cattiveria, odio, invidia, incultura, superbia, protervia, di cui sopra, decide che non gli piace e lo dice con il tono di chi decide che dato che non piace a me questa cosa non va fatta, questa donna non va votata stai zitto tu che non la pensi come me. E’ il 38% degli Italiani che non vuole Von der Leyen più o meno la percentuale che vota entusiasticamente il partito del Tribuno.

Ignoranza, cattiveria, odio e invidia sono direttamente proporzionali all’incultura, alla voglia di emergere perché si ritiene di non avere avuto le opportunità meritate; si ritiene altresì che “essendo questo paese marcio, posso prendermi la libertà di fare dei piccoli reati e di essere almeno disonesto quanto gli altri a Roma. E Salvini c’ha ragione, quei maiali negri che vengono qua per fare i delinquenti devono crepare in mare…”; è questo la fedelissima riproduzione di uno stralcio di conversazione tra dichiarati elettori leghisti che sbraitavano le loro opinioni in un bar dove mi trovavo casualmente due sere fa.

Il decreto sicurezza bis votato due giorni fa da Salvini – lo voto “perché è uno di noi”, scusateci, ma è “uno di voi”, con me non ha nulla a che fare, a parte essere il ministro dell’Interno del mio paese – è l’effetto di questa miscela suicida che avvelena il sangue, il cervello, le viscere dell’Italiano medio che esce dalla crisi in una situazione drammatica: incolto, impreparato, non capisce ciò che legge, è devastato dalla tv, dai social, è un commentatore compulsivo, spende più di quanto guadagna. Di lavorare e costruire – sul serio, come facevano gli italiani del secolo scorso – non ne vuole sapere, ai colloqui di lavoro detta le condizioni (lui!!!), non conosce le lingue straniere e quando le conosce non è in grado di comprendere gli stranieri che gli parlano nella lingua che dice di conoscere, non decodifica un documento ufficiale, non scopa, rifugge dalle responsabilità, al primo problema fa saltare in aria le coppie e scompare.

Che futuro può avere un paese che ha cresciuto cittadini così? Che futuro può avere il paese i cui abitanti sono i più ignoranti d’Europa e nessuno sembra preoccuparsene? Che futuro può avere un paese dove alla competenza si preferisce l’epurazione? Che futuro può avere un paese dove l’insulto ha sostituito il confronto civile? Che futuro può avere un paese che per decreto ha deciso che la gente può crepare in mare per placare le bestie che lo reclamavano e contemporaneamente chiude gli occhi sui cosiddetti sbarchi fantasma? Che futuro può avere un paese che crede solo alle promesse e rifiuta la realtà?

Lo chiedo a voi Italiani che sapete tutto e lo scrivete, quel tutto che sapete, sui social senza nemmeno sapere dove si mettano un’acca o un accento. Lo chiedo a voi che vivete d’odio, ignoranza, protervia, superbia e decisioni stupide: dove credete di andare? Avete una lontana idea di dove state portando questo paese?

 

(7 agosto 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 


 

 





 

 

 

 

 




 

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