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La memoria di Babij Jar e l’ipocrisia del presente: perché la critica a Netanyahu non è antisemitismo
di Marco Maria Freddi Mescolare la memoria della Shoah con le contingenze geopolitiche del presente è un’operazione intellettualmente... →
Mentre la corruzione politica continua ad accompagnare la vita quotidiana del paese, la mafia ringrazia e continua ad investire i proventi della droga in attività economiche ed immobili, il capitano verde, il leader indiscusso dei rancorosi e frustrati concittadini, constata nei fatti il fallimento delle promesse di un anno fa.
Preso dal panico annuncia in modo quantomeno scomposto, nuovi decreti – bis e forse anche un tris – che nei fatti saranno un altro fallimento ma che alimentano il tenero cuore dei suoi sostenitori permettendo loro di guardare a lui con rinnovata speranza… Poveri… E mentre tutto rimane com’era, da articoli di stampa, sembra che il decreto bis sia composto da 12 articoli, chiede a sé – il capitano – addirittura la messa in capo al ministero dell’Interno delle competenze in fatto di transito nelle acque italiane. Altro che camminarci sopra…
Toccando con mano il fallimento di una non politica, un non governo del fenomeno immigrazione, chiede al “premier” Giuseppe Conte e al ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, “una strategia comune del governo per stipulare nuovi accordi bilaterali”.
Metti che a Meloni non dispiaccia poi tanto che le affossino l’orribile legge elettorale Melonellum
Secondo le solite gole profonde parlamentari che spettegolano sempre su tutto, ma che nessuno mai sa chi siano,... →
Siamo alle comiche – se non ci fosse da piangere – un anno dopo. Dopo un anno di liti con i principali paesi dell’Unione e dopo avere indispettito gran parte dei paesi africani, il capitano si accorge (e rende noto) che i rimpatri non si fanno.
Il fallimento è sotto gli occhi di tutti, economico e sociale e a pochi giorni dalle prossime elezioni soltanto i grulli potranno credere che le telecamere “antidroga” o le multe a chi salva i migranti in mare potranno mai compensare ciò che non è stato costruito nell’anno di governo.
(11 maggio 2019)
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