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Fideisti ciechi, sordi e dementi

di E.T. #politica twitter@gaiaitaliacom #pentaleghismo

 

Il 4 dicembre scorso uno dei nostri articoli è stato condiviso in alcuni gruppi Facebook ed ha ricevuto numerosi commenti. Tra quei commenti, una percentuale interessante denunciava la totale assenza di capacità critica dell’operato della politica, di qualsiasi colore politico si professi il commentatore, ridotta sempre più a fede e sempre meno a mezzo pragmatico di suggerire, col proprio voto, in quale direzione il Paese dovrebbe andare.

Ha attirato la nostra attenzione un commento la cui pietra del contendere, nel caso specifico, riguardava la DiMaioDynasty, come l’abbiamo allegramente soprannominata, ed il video impresentabile di Di Maio senior nel quale – riteniamo dietro dettatura e presuntamente abile regia – il padre dell’attuale ministro del Lavoro che ha un debito con il fisco di 176mila euro ed il cui figlio ha votato un condono fiscale come membro della maggioranza di governo, raccontava di assumersi ogni responsabilità davanti a dio ed agli uomini (che dimostra di disprezzare con il suo atteggiamento paternalistico ed autoassolutorio) e toglieva ogni responsabilità al figlio prodigio arrivato al governo al momento giusto.

E’ utile, ai fini del nostro ragionamento, pubblicare di seguito il commento al quale ci riferiamo. Si tratta di un commento che dimostra l’acriticità fideistica cieca, sorda e un po’ demente, di coloro che al ragionamento ed alla prospettiva di un futuro che hanno rinunciato a costruire, hanno sostituito la genuflessione totale a forze politiche che promettono tutto – e niente manterranno.

Il giovane, presumiamo che sia giovane, che commenta il post, come potete leggere da voi, ha una serie di certezze granitiche. Denunciare sé stessi significa essere uomini seri e non cercare né scuse né alibi – quando il video è un florilegio di alibi e scuse – e parla di piccoli imprenditori pensando di parlare a chi di piccola imprenditoria non sa nulla, come se le tasse non le pagassimo anche noi.

Le certezze granitiche continuano accettando per vera ognuna delle dichiarazioni registrate nel video e parlando di droni che non dovrebbero volare sulla casa di un piccolo imprenditore (che ha terreni, nove, debiti, molti, e che pur avendo un ingente debito con il fisco si libera dell’azienda, chiudendola e quindi ne apre un’altra intestandola alla moglie ai tempi dipendente statate e, come tale, impossibilitata dal suo ruolo ad essere titolare di un’azienda, così la titolarità dell’azienda passa a figlio prodigio e sorella) e propone – la vendetta prima di tutto, serva cieca dell’invidia al potere – di mandare quegli stessi droni a spiare sulle spiagge i proprietari di yacht e motoscafi, veri colpevoli. per vederli in faccia

Chiude poi, l’uomo dalle granitiche certezze, dando per certo – in modo anche sottilmente offensivo, a voler essere permalosi, ma noi non lo siamo – che i “bravi benpensanti” (quindi anche noi) “che si dedicano a parlare male” di Di Maio senior abbiano alle proprie dipendenze qualcuno in nero. Lui dice “al nero”, ma è un dettaglio irrilevante.

Bisogna essere grati a questo giovane signore, riteniamo che sia giovane, perché dà finalmente una risposta ai tanti perché di questo periodo storico oscuro e oscurato: in nome di un fideismo cieco, sordo e demente, coloro che perdono più tempo a digitare commenti impropri, ma legittimi, sui social invece di costruirsi un futuro con le proprie mani senza aspettarsi la benedizione dal cielo, hanno delegato ad una banda di ciarlatani incompetenti, incapaci ed opportunisti la costruzione del loro futuro. Questa è la risposta.

Pur vedendo tutto ciò che non va, sono incapaci di rinunciare al fideismo sordo, cieco e demente nel quale si sono rifugiati e si arrampicano sugli specchi con sofismi e pensieri che ritengono arguti,  perdendo ulteriormente tempo ed energie a giustificare l’ingiustificabile.

Sono inconsapevoli che, profondamente, giustificano loro stessi ed il loro fideismo cieco, sordo e demente perché la loro fede è l’ultima speranza che rimane loro, dopodiché il diluvio.

Appartengo ad una generazione che si rimbocca le maniche e costruisce nel deserto. Davvero non li invidio.

 





(5 dicembre 2018)

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