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Il padre del ministro “accatta” benevolenza in video su You Tube: siamo all’avanspettacolo più becero

di G.G. #Avanspettacolo twitter@gaiaitaliacom #DiMaioFamily

 

“Sono disposto a pagare, ma dovete lasciare stare la mia famiglia”, con quest’ordine che suona quasi perentorio ed è francamente disturbante per chi guarda ed ascolta un video di pubblica ammenda che vuole esporre il protagonista al pubblico ludibrio della rete per accattare benevolenza, Di Maio senior ruba alcuni minuti del vostro tempo per scusarsi di quanto commesso, lavoratori in nero, problemi aziendali e tutto ciò che è stato sui giornali in questi giorni, usando il mezzo preferito dal pargolo prodigio: Facebook.

“Questa volta Facebook lo uso io” esordisce il fortunato padre di fortunatissimo figlio, tanto perché non ci si dimentichi di chi il social network lo ha usato a sproposito prima di lui – ad esempio per parlare di un miliardo di euro per Roma che non c’è mai stato come, del resto, i millantati “servizi al cittadino”.

 

 

Poi Di Maio padre ci dice che come tutti i padri ha cercato di non far mancare nulla alla sua famiglia e che “nei momenti difficili” si è un po’ arrangiato perché “non voleva pesare su di loro”. Insomma, è noto che tutti i padri di famiglia possiedono terreni, villa ad Ischia con condono al seguito, siti sequestrati con rifiuti sotto terra di chissà cosa ed assumono operai in nero. Poi parla dell’essere “un piccolo imprenditore, che non è facile” – a noi lo dice?!? – e via con i mea culpa fissando gli occhi sul foglio, già scritto, e scritto male come da tradizione di famiglia.

“Ho preso lavoratori in nero” per carità [sic] “perché in quel momento non trovavo altro rimedio a una situazione difficile”, che non spiega qual’è né in quale modo il o i lavoratori in nero avrebbero salvato la situazione difficile. Ma tant’è. Lo sproloquio è tale che nemmeno te l’aspetti la logica.

 

 

Poi “I miei figli non c’entrano nulla con tutto questo” e poi via all’incensare il figliolo ministro citando “mia cugina” [sic] la quale, racconta il video Vista che riprendiamo da You Tube, sosterrebbe che l’attacco alla famiglia è per screditare il figlio ministro come se quest’ultimo non avesse usato lo stesso bastone chiodato per distruggere Maria Elena Boschi e suo padre.

Così tra tragedie famigliari, lacrime, pentimenti e fumo negli occhi da rifiuti inerti, insieme a tanta immondizia, prosegue il cammino fallimentare di questo governicchio dei balocchi che non essendo capace di fare nulla riempie di odio il paese, di finti scandali e pentimenti in video via Facebook convinto che la pacchia durerà ancora per molto.

Siamo all’avanspettacolo più becero. Pagato dai soldi dei contribuenti ai quali tutto è stato promesso e tutto sarà tolto. Avanspettacolo che conclude la sua ultima puntata con il grido di dolore di Di Maio senior: “Trattato come un pericoloso criminale”. Difficile dargli torto, ma è lo stile inaugurato dal movimento del quale il suo geniale pargolo è capo politico.Poi succede che al fango si risponda con fango. Non che sia giusto. Ma succede anche quando l’operazione restyling è così sincera da far venire il groppo in gola, diciamo…

 





 

(3 dicembre 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 


 

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