di Giovanna Di Rosa #camere twitter@gaiaitaliacom #politica
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La polpetta avvelenata di Berlusconi chiamata Paolo Romani alla presidenza del Senato in cambio del presidente del Friuli Venezia Giulia alla Lega, ha già mandato in crisi il delicato apparato propagandistico del M5S e Luigi Di Maio già non sa che pesci prendere. La questione del no grillino a Romani sarebbe legata ad una condanna di Paolo Romani di qualche anno fa, mentre in casa 5Stelle Sindaci indagati per omicidio colposo vivacchiano senza colpo ferire, e ad un risveglio del leaderino pentastellato alla necessità di figure istituzionali di alto profilo, che magari usino anche i gerundi, avendo Rosato del PD dichiarato che senza presidenze preconfezionate e sulla base di un dialogo che azzeri tutto si può anche parlare.
Male ha fatto Rosato ad aprire le danze delle possibili consultazioni col PD – a Rosato non è bastata la sua pessima legge elettorale – e malissimo ha fatto a Di Maio la polpetta di Berlusconi che conteneva veleno a rilascio lento iniziando con il nome di Paolo Romano per arrivare all’endorsement ed al sostegno al M5S che manda fuori di testa gli integralisti della Sacra Setta grillina e fa saltare l’incontro al vertice tra pentadementi, previsto per le 13 di oggi e non ancora avvenuto.
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E mentre la legislatura prenderà il via domani mattina alle 11, saremo in diretta streaming per voi, ancora non si sa nulla. O almeno si sa ciò che era facile immaginare, ipotizzare, prevedere, vaticinare: non sanno che pesci prendere. Da un lato il M5S che reclama di essere il primo partito (con ragione) dall’altra Salvini che reclama di guidare la prima coalizione (e non si sbaglia). Purtroppo per loro e per l’Italia i giochi continua a guidarli Berlusconi che fa e disfa a suo piacimento. Programmi, nomi, direzioni di marcia? Nulla che non sia improvvisazione. Niente di nuovo sotto il sole.
(22 marzo 2018)
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