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Pierluigi Bersani si genuflette al M5S e chiede il voto per la candidata grillina di Ostia

di Gaiaitalia.com, #Politica twitter@gaiaitaliacom #Mdp

 

 

Lo streaming dove Roberta Lombardi lo prendeva a cazzotti è rimasto indelebilmente impresso nella memoria di Pierluigi Bersani. Così profondamente, è solo un sospetto, da spingerlo in combutta con l’uomo che volle succedere a Prodi governando con Mastella giusto il tempo per togliere di mezzo il servizio militare obbligatorio – non per amore della pace, ma per propaganda – e quindi di nuovo nella braccia di Donna Lombardi, o nelle spire del M5S, alla quale candidata per Ostia il partitino del 3% se gli va bene noto come Art.1-Mdp ha dato il suo endorsement per il ballottaggio chiedendo ai suoi elettori di sostenerla.

Pare che Pierluigi Bersani abbia deciso di appoggiare la candidata della ditta Grillo&Casaleggio perché il M5S gli ha a sua volta promesso di appoggiare la mozione di Art.1-Mdp per l’abolizione del jobs act più qualche altra quisquilia così da farli sentire comunisti per un giorno ed accontentare il buon Roberto Fico, che pare essere il più a sinistra di quella compagine populista che sta più a destra di Casapound.

Ecco quindi svelate con chiarezza assoluta le reali intenzioni della combriccola guidata da D’Alema e Bersani: far perdere il PD di Renzi, provocare una profonda crisi nel PD così che ci sia un defenestramento del segretario e magari, ma non subito e solo nel caso Emiliano o Cuperlo o Orlando o qualcuno dei loro gli succedano, procedere di nuovo con l’unificazione a destra, ma loro la chiamano sinistra.

 

 

Pierluigi Bersani tiene così a battesimo l’operazione politica più disgustosa vista negli ultimi anni dopo il voltafaccia del M5S sulle Unioni Civili. Un’operazione che svergogna quello che è stato un brillante uomo politico e che dimostra come a lui e ai suoi non importi nulla dell’Italia, e come il loro agire politico sia basato – in comune con il M5S – sull’odio per Matteo Renzi e l’attuale dirigenza del PD, partito che Bersani e D’Alema, insieme ai loro, considerano evidentemente proprietà privata. Tutto questo con la politica per l’Italia non ha nulla a che fare.

Non è difficile immaginare che l’elettorato al quale spera di rivolgersi, il buon Bersani, gli si rivolterà contro. A lui ed alla sua idea meravigliosa di fare da gamba zoppa esterna ad un eventuale governicchio di incapaci (e di minoranza) del M5S nel post elezioni politiche 2018.

Va sottolineato che nemmeno ventiquattr’ore dopo la genuflessione bersaniana alla Corte di Grillology il Vate del Sacrissimo Blog ha pubblciamente dichiarato che dei voti di Bersani e compagnia non sa che farsene mentre nel frattempo l’Ometto che riposiziona Tutte le Russie nel Mediterraneo dichiarava che di alleanze il M5S non ne vuole sapere.

 




 

(10 novembre 2017)

©gaiaitalia.com 2017 – diritti riservati, riproduzione vietata

 



 

 

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