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HomeNotizieCome se fosse una cosa seriaAlessandro Di Battista penserebbe di lasciare la politica per dedicarsi ai libri...

Alessandro Di Battista penserebbe di lasciare la politica per dedicarsi ai libri [sic] o a qualcos’altro

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di Daniele Santi, twitter@gaiaitaliacom

 

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La dichiarazione non ufficiale e solo ipotizzata di Alessandro Di Battista secondo la quale “potrebbe prendersi una pausa” dalla politica (lo disse qualche mese fa anche Rosy Bindi e sta ancora dove sta), per dedicarsi ai “libri o qualcos’altro”, magari anche a lavorare, ci ha lasciati basiti, immobili, attoniti e senza parole. Principalmente per un motivo: è un’altra della balle a 5Stelle. Perché Alessandro Di Battista non può/vuole dire che c’ha un rodimento senza fine per essere stato messo all’angolo dal buon Di Maio nella corsa al poltronificio a 5Stelle chiamata “candidatura a premier”.

Secondo i pettegoli Di Battista lascerebbe la politica per un paio di giri per dedicarsi a scrivere libri, e la notizia è francamente assai più raccapricciante di una sua presenza nell’agone politico alle cui brutture siamo ormai abituati. “È giusto non candidarsi, non è il mio ruolo. Mi sento un libero battitore. Ognuno ha il suo ruolo. Voglio essere totalmente libero di portare avanti le battaglie in cui credo”, ha gridato in un contributo video dalla festa pentastellata di Rimini, in più la Rizzoli parrebbe essere interessata ad un suo nuovo libro (pare sulla paternità, una roba di una novità letteraria che Fabio Volo al confronto…) dopo che, ahinoi, il primo libro è andato assai bene.

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Così che i lutti colpiscono il popolo a 5Stelle senza soluzione di continuità: prima Di Maio eletto candidato alla poltrona di premier con trentamila voti o giù di lì, pochi giorni prima la notizia della corsa per la poltrona di presidente della Regione Lazio di Roberta Lombardi; Virginia Raggi che dalla poltronissima del Campidoglio scrive incongruenze su Atac e sul concordato, e gli adepti alla Setta a 5Stelle che saltano dalla poltrona alla notizia del possibile autoesilio (momentaneo, che non si scherzi) del prode Di Battista.

Decisamente il M5S ha un problema serio con le poltrone.





(27 settembre 2017)

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