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Il Tribunale fallimentare dice “Sì” al concordato Atac

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di G.G., #Roma

 

 

Un entusiasta comunicato del Campidoglio, forse vergato da Virginia Raggi la Magnifica in persona, ci informa che il tribunale fallimentare ha detto “Sì al concordato Atac. Non ci dice cosa stanno dicendo i creditori. “Oggi inizia il procedimento di rinascita di Atac, l’azienda pubblica di trasporti di Roma. Il Tribunale ha ammesso la procedura di concordato preventivo in continuità: si tratta del via libera ad un programma che punta a migliorare le linee, gli autobus, la metropolitana; ridurre i tempi d’attesa; dare ai cittadini i servizi che chiedono; tutelare i dipendenti. È la vittoria dei cittadini”. Così in una nota la sindaca di Roma Virginia Raggi., che dimentica quei 33mila cittadini che su Atac avevano chiesto il referendum e non il concordato. Quando si parla a nome dei cittadini bisogna ricordarli tutti e non solo quelli che ti votano. Quindi continua l’entusiasmo raggico con un “ora possiamo portare a compimento quella rivoluzione nel trasporto pubblico che i romani attendono da decenni. In questi mesi abbiamo responsabilmente lavorato ad un progetto che secondo i giudici può essere percorribile. Abbiamo avuto il coraggio di intraprendere una strada per mantenere Atac saldamente in mano pubblica tutelando i lavoratori ed evitando lo spettro della privatizzazione invocato o sostenuto da altre forze politiche. Continueremo a lavorare insieme al Tribunale per rendere Atac una società sana ed efficiente. Non ci fermeranno le polemiche di chi vuole svendere la principale azienda di trasporto pubblico d’Europa, un patrimonio che appartiene a noi romani.  Le polemiche di chi ha accumulato 1 miliardo e trecento milioni di debiti e ha anche la faccia tosta di fare la morale”.

Così si conclude la cronaca di una morte annunciata inviata dall’ufficio stampa della Sindaca Raggi che, travolta dalla bontà della notizia e dal visibile risanamento di Atac, dal più che visibile miglioramento della condizioni dei trasporti a Roma, dal visibilissimo aumento delle corse – soprattutto di quelle definite “fantasma” – ha dimenticato di scrivere dove si troveranno i 260 milioni necessari all’avvio del concordato e come si recupereranno quel quasi mezzo miliardo di euro che il Comune di Roma presumibilmente non incasserà proprio grazie al (a causa del?) concordato.

Virginia Raggi dimentica poi di inserire nel suo comunicato stampa un dubbio, quello che riguarda i creditori, qualora solo uno di loro dovesse decidere di non accettare il concordato e di reclamare il saldo del debito, tutto l’impianto propagandistico messo in atto attorno ad Atac, serbatoio di voti per Raggi ed il M5S, salterebbe in aria. Fino a allora a Roma tutto continuerà ad essere “bello… Bellissimo”…

 




 

(27 settembre 2017)

©gaiaitalia.com 2017 – diritti riservati, riproduzione vietata

 



 

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