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Quelli che votano sul Sacro Blog accordi dei quali non sanno nulla: si chiamano fanatici

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di Giancarlo Grassi

 

 

 

 

 

Hanno votato in 41mila, e più del 78% hanno votato “sì”, un accordo del quale non sapevano nulla, che era già stato messo nero su bianco cinque giorni prima e reso noto dal vate del Sacro Blog soltanto poche ore prima: sono i fanatici a 5Stelle che vivono sul, con, del Sacro Blog del Vate che li ha folgorati ed ora li nutre. A loro – e nostro – rischio e pericolo.

 

Il sito di Rainews ha pubblicato nel pomeriggio del 9 gennaio il testo dell’accordo tra Alde e M5S, accordo poi naufragato nella maniera che conosciamo (ma che ha sancito ancora una volta, nella patetica letteratura pentastellata, il trionfo del “no” all’establishment, dopo che ci si voleva tuffare tra le braccia di quell’establishment tanto odiato). Questo è il testo dell’accordo:

 

“Alde e il Movimento 5 Stelle (M5S) condividono i valori fondamentali di libertà, uguaglianza e trasparenza. Entrambi vediamo l’individuo come l’elemento centrale della società e al tempo stesso promuoviamo un’economia aperta, la solidarietà e la coesione sociale come presupposti per le persone a raggiungere il loro pieno potenziale. Entrambi vogliamo rafforzare l’influenza dei cittadini sulle decisioni che li riguardano, anche attraverso lo sviluppo di meccanismi di democrazia diretta e per motivare le persone a partecipare e impegnarsi in politica. Ancora più importante, siamo entrambi forze riformiste che vogliono cambiare radicalmente il modo in cui l’Unione europea funziona oggi. Ci impegniamo per una revisione fondamentale, perché l’Unione europea di oggi non è in grado di fornire i risultati che i cittadini si aspettano in termini di prosperità e di protezione, alimentando sfiducia e disillusione invece di costruire fiducia e impegno.

Troppi dei nostri cittadini vedono l’Unione europea come parte del problema, come una guida indiretta dietro la globalizzazione incontrollata che viene percepita come beneficio solo di alcuni. Mentre in realtà dovrebbe essere il contrario. Crediamo che solo l’Unione europea abbia un peso sufficiente per sfruttare la globalizzazione, come una forza per il bene e per assicurare che i benefici siano condivisi da tutti. L’Unione europea deve essere il contrappeso democratico alle forze economiche della globalizzazione.
Pertanto, vogliamo proporre riforme in settori chiave:

1. Il rinnovamento della democrazia europea ALDE e M5S sostengono una Unione più democratica e trasparente. Entrambi vogliamo una Commissione europea ppiù efficace, più leggera, un Consiglio europeo riformato e un Parlamento europeo con più potere che si trovi su un piano di parità con il Consiglio. Entrambi crediamo che parte dei membri del Parlamento europeo dovrebbero essere eletti su base transnazionale come passo importante verso una vera democrazia europea. Vogliamo anche porre termine alla inefficace ‘grande coalizione’ che ha monopolizzato il potere e paralizzato l’Europa per troppo tempo. La strada da seguire è migliorare il coinvolgimento diretto dei cittadini nei processi democratici e aumentare la trasparenza, rendendo pubblici come regola tutti i documenti e utilizzando un linguaggio chiaro per comunicare a tutti i tipi di legislazione come in accordi internazionali e accordi commerciali. Abbiamo bisogno di rendere le istituzioni più trasparenti e responsabili, e dare ai cittadini un’influenza più diretta sulle politiche e la scelta della leadership politica, sia nelle urne che attraverso altri strumenti per il coinvolgimento dei cittadini.

 


2. La riforma della zona euro Negli ultimi dieci anni, la nostra moneta unica ha dimostrato di essere stabile e resistente agli shock esterni, ma non è stata all’altezza nel rafforzare la nostra economia e il raggiungimento della convergenza tra le economie nazionali. L’euro non ha mantenuto la promessa. E ‘giunto il momento di correggere alcuni dei difetti che lo contraddistinguono.Abbiamo bisogno di costruire intorno alla moneta comune un sistema che è in grado di assorbire shock economici nella zona euro e che ha bisogno di essere gestito da una nuova governance che deve essere integrata in strutture trasparenti e democratiche. Abbiamo anche bisogno di rivedere il modo in cui vengono monitorati i bilanci nazionali, e di introdurre un nuovo codice di convergenza che si concentri sulle riforme significative e garantisca il valore della moneta nella spesa dei servizi pubblici invece che sui numeri di bilancio.

Risulta evidente dai punti in questione la coerenza del M5S, quando al punto 3 l’accordo parla di diritti e libertà civili: non va dimenticato che il M5S ha votato contro – con giustificazioni patetich e risibili – l’approvazione della legge contro le Unioni Civili in Italia. Patetica la sottoscrizione del punto 2 rispetto al raffiorzamento dell’Euro quando è noto che il M5S è sempre stato ferocemente contro la moneta unica; quando poi al punto 1 si parla di trasparenza vengono i conati dal gran ridere. Il M5S ha sede in un blog e fa votare le sue svolte repentine online: nessuno sa chi siano i votanti, quanto siano in effetti, non c’è controllo sul voto né sugli iscritti che non siano della Casaleggio Associati o dagli addetti al Sacro Blog. Anche la trasparenza via streaming che era parte della Bibbia a 5Stelle è stata abbandonata. Di quale trasparenza parlavano?
Per ora l’unica cosa trasparente del M5S è che i 41mila – o rpesunti tali – che votano online votano qualsiasi cosa venga loro sottoposta senza conoscerla, come è successo per l’accordo con Alde stipulato il 4 gennaio e reso noto – pubblicamente – soltanto il pomeriggio del 9 a votazioni concluse.

(10 gennaio 2017)

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