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Tre pile sul davanzale a M5S legate con un filo elettrico. Non ci sono più i bombaroli di una volta…

beppe grillodi Daniele Santi

 

 

 

 

 

 

 

 

Tre pile legate con un filo elettrico ed è subito allarme bomba: un tempo i bombaroli di questo paese si davano da fare in modo diverso, ma con lo stesso identico tempismo. Esplodevano le bombe alla vigilia delle elezioni, alla nascita di un nuovo partito politico (bombe alla Standa in onore al Berlusca negli anni ’90), mentre ora non esplodono e vengono trovate tre pile collegate ad un filo elettrico – che Grillo chiama “innesco” – sul davanzale dell’abitazione di un collaboratore a 5Stelle del Comune di Roma. Virginia Raggi delle Funivie ed il Capo Supremo del Guittismo Ideologico mutuato da Urania, immediatamente alzano i toni, anziché abbassarli, e maldestramente postano una sconcezza sul blog del Vate alla ricerca dell’onda emotiva che porti loro più voti.

 

Nessuno deve restare indietro, nessuno deve rimanere solo. Lo abbiamo detto sempre e lo diciamo con più forza oggi perché uno di noi, un cittadino, un collaboratore della giunta M5S di Roma, è stato oggetto di una minaccia inaccettabile in un Paese civile: il ritrovamento dell’innesco di un ordigno nella sua abitazione a Roma. Si tratta di un messaggio che le forze dell’ordine, alle quali va un ringraziamento per il lavoro svolto con serietà e discrezione, hanno valutato come un atto intimidatorio. Diamo fastidio a qualcuno. Le indagini sono in corso e non vogliamo disturbare chi se ne sta occupando in queste ore. Siamo pronti a collaborare con le forze dell’ordine e chiediamo al ministero dell’Interno di intervenire quanto prima. Intanto, però, non dobbiamo lasciarci spaventare. Dobbiamo fare quadrato attorno a chi di noi viene attaccato, perché siamo una comunità unita che affronta i problemi insieme. Nessuno deve essere lasciato solo. Questo è il momento di dimostrarlo. I cittadini ci stiano vicino.

 

L’operazione, per chi non ha 18 anni ed ha vissuto le vicende di questo paese degli ultimi decenni non solo è nota, ma è disgustosa come e più di tutte le altre. A tempo debito, prima di elezioni, prima di referendum, prima di momenti politicamente importanti, magicamente, rispuntano i bombaroli, che a seconda della convenienza del momento, decidono se far saltare in aria un cassonetto, una vetrina della Standa, un cestino della spazzatura, o collocare un paio di batterie con filo elettrico – dicasi innesto – a titolo intimidatorio sul davanzale di casa del grillino ad immediato uso del blog del Capo che chiama a raccolta i suoi per fare quadrato e chiede ai cittadini “ci stiano vicini”, cioè “votateci che noi siamo il cambiamento”.  Poco prima il post ad orologeria del Vate parlava di “minacce inaccettabili in un paese civile”, perché rivolta al M5S – ammesso che di minaccia si tratti – mentre aveva osservato il più assoluto silenzio quando a saltare in aria (sul serio) e ad essere incendiate sono state, ad esempio, numerose sedi del PD. L’ultima in ordine di tempo a Modena. Non sono solo bugiardi, sono anche maldestri.

 

Se è vero che “le forze dell’ordine” hanno svolto il lavoro di indagine “con serietà e discrezione” altrettanta serietà e discrezione ci si sarebbe aspettata dal pregiudicato che dirige un movimento politico da casa sua e dai teatri dove propone i suoi stanchi spettacoli, che invece – prontamente – la utilizza a beneficio possibile di nuovi votanti conquistati sull’onda dell’emotività. Troppe volte abbiamo sentito il refrain del “mi attaccano perché sono nel giusto”, o quello delle “minacce di morte”, mai provate. Le abbiamo viste più volte anche dal 1994 in poi e sono sempre cadute nel nulla, nonostante le giuste preoccupazioni e le indagini discrete delle forze dell’ordine. Non ci crediamo più all’inquietudine da creare rispolverando i bombaroli del tempo che fu. In serata, perché in ogni articolo la chiosa è necessaria, era arrivata la smentita della Questura che diceva di non avere “mai parlato di atto intimidatorio”, chiarendo che l’innesco, l’ordigno, la bomba atomica, l’attacco alla libertà del M5S, consisteva in tre pile su un davanzale legate con un filo elettrico – perché non ci sono più i bombaroli di una volta – smentita che faceva invecchiare di colpo lo stantìo appello di Grillo e della Sindaca dell’Incompetenza…

 

Indagini sono in corso. Of corso.

 

 

 

(7 ottobre 2016)

 

 

 

 

 

 

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