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No Pasdaran: una base militare iraniana alle porte del Kurdistan iracheno

di No Pasdaran

 

 

 

 

 

 

 

 

Il sito No Pasdaran porta alla luce una delle tante “avventure” iraniane ai confini del Kurdistan che la stampa ufficiale sembra ignorare.

 

Si tratta di “una base militare controllata dall’Iran alle porte del Kurdistan iracheno, precisamente presso Khurmatu (cittadina vicino Kirkuk, in cui vivono sia sciiti che sunniti). In un video pubblicato da Kurdistan24 e riproposto qui sotto per i lettori di No Pasdaran, si vede chiaramente la base militare e si vedono le bandiere gialle della Unità di Mobilitazione Popolare (Hashd al-Shaabi, da poco integrata nell’esercito iracheno) e le bandiere rosse della Sarayat Khurosani, operante anche in Siria dal 2013.

 

Questo video dimostra come, usando come scusante la guerra contro Isis, il regime iraniano stia drammaticamente penetrando all’interno dell’Iraq. Una penetrazione che non riguarda solamente l’area sciita, ma anche la regione del Kurdistan, strategicamente centrale sia per le sue ricchezze petrolifere, sia per la sua posizione geografica ai confini con la Turchia e con la Siria. Non è un caso, tra le alter cose, che proprio in questo periodo il regime iraniano ha deciso di aumentare la repressione dei curdi all’interno della Repubblica Islamica. Solamente ieri, ben 36 detenuti curdi sono stati impiccati in poche ore (Hrana).

 

Secondo le informazioni fornite dai media curdi, la base militare sciita presso Khurmatu, sarebbe sotto il controllo di un agente iraniano identificato come “Signor Iqbalpoor”, a cui spetterebbero tutte le decisioni in merito alle attività delle forze paramilitari pro-Tehran stanziate nell’area. Non solo: questo agente prenderebbe decisioni anche in merito alle attività della stessa municipalità di Khurmatu. Nella base militare, per la cronaca, sarebbero già stato trasferito un ingente quantitative di armamenti pesanti.

 

Lo scorso aprile, le forze Peshmerga curde e le milizie sciite dell’Hashd al-Shaabi hanno rotto il cessate il fuoco e si sono scontrate duramente. Lo scontro ha provocato almeno 20 morti e i curdi hanno stimanto intorno ai 4000, il numero di forze paramilitari sciite presenti nell’area (Kurdistan24). Non solo: solamente poche settimane fa, il Pasdaran iraniano Mohsen Rezaei, Segretario del Consiglio per il Discernimento, ha pubblicamente accusato i dirigenti del Kurdistan iracheno di sostenere i sauditi, minacciando una escalation dello scontro militare (EKurd Daily).

 

Vogliamo ricordare che abbiamo già parlato del ruolo provvidenziale che l’Isis riveste per l’Iran, sottolineandone la funzione vitale per gli obiettivi geopolitici dei Mullah (No Pasdaran). In questo senso, nei piani di Teheran c’è anche la destabilizzazione del potere di Mas’ud Barzani nel Kurdistan iracheno. Una destabilizzazione che i Pasdaran portano avanti profittando anche dello scontro all’interno del mondo curdo, in particolare tra le forze del KDP legate a Barzani – in buoni rapport con i curdi iraniani del KDPI – e quelle del PUK controllate da Jalal Talabani (e in diretto contatto con i curdi siriani del PYD e dei curdi turchi del PKK). Tra le altre cose non va dimenticato che lo stesso partito di Barzani, il Kurdistan Democratic Party, è stato fondato proprio nella storica città iraniana di Mahabad”.

 

Il video che documenta l’esistenza della base militare è visibile qui. Un grazie, come di consueto, agli amici di No Pasdaran.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(3 agosto 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©No Pasdaran 2016 – ©gaiaitalia.com 2016 per gentile concessione, riproduzione vietata

 

 

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