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Il sobrio verbo leghista contro Laura Boldrini

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foto: ANSA/GIUSEPPE LAMI
foto: ANSA/GIUSEPPE LAMI

di Giovanna Di Rosa

 

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Non vanno dimenticate le profonde radici culturali della Lega Nord, basate principalmente su un concetto profondo come quello di “avercelo duro” e sulla creazione di un luogo geografico/fisico inesistente: la Padania. Poi il salvinismo irruppe e con lui il sobrio verbo leghista tornò agli antichi fasti bossiani e le espressioni, da “la Lega ce l’ha duro”, sono passate ad una più moderna celebrazione del maschilismo più becero, attraverso l’esibizione di bambole gonfiabili alla festa per decerebrati con riti, acque e frasi sgrammaticate, bambola gonfiabile paragonata, nel caso specifico, alla Presidente della Camera Laura Boldrini.

Dei leghisti è noto l’amore per l’istituzione in quanto tale, che diviene venerazione quando è a guida Lega Nord, così che una gentile farfalletta di venete origini non stupisce nemmeno più di tanto, se dice che Laura Boldrini va “eliminata fisicamente”, per il gusto apparente di essere più maschilista dei maschi, o presunti tali, dei quali si circonda in nome del suo essere femmina e vittima. Inconsapevole. Oltre che capogruppo al Comune di Venezia.

 

La Signora in questione, una Gran Signora come si evince, una vera Contessa, una donna di gran classe, è infatti la capogruppo leghista in consiglio comunale a Musile di Piave (Venezia) Monica Bars che con la sua affermazione, più gratuita ed inutile, che politicamente incisiva, provoca un terremoto politico dall’onda lunga che dal Veneto finisce sui banchi parlamentari. Per l’avvocato di Sua Eminenza La Finissima, “l’affermazione intendeva riferirsi alla rimozione dell’onorevole Boldrini dal suo ruolo politico e niente altro”, cinque parlamentari del Pd, Zoggia, Mognato, Murer, Martella e Moretto hanno presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Alfano. Per gli esponenti Dem “le espressioni usate risultano essere andate ben al di là della libertà critica di espressione”.

 

“Much ado about nothing” direbbe Shakespeare, perché da questa ennesima polemica nulla sortirà. Certo è che una maggiore attenzione alla boutade di dubbio gusto e dall’indubbio contenuto pericoloso (non si sa davvero dove possano andare a colpire le nostre affermazioni superficiali in un mondo nel quale qualunque porcata viene vissuta come un incitare all’azione, non importa quanto turpe) è forse giunto il momento, per questo nostro paese di impuniti, di far rispettare le Leggi sul serio. A tutti. Ai politici in primo luogo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(1 agosto 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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