di Il Capo
Keir Starmer ha lasciato
Il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo la vittoria del suo rivale laburista Andy Burnham in un'elezione suppletiva,... →
Tra benaltrismo e menefreghismo, l’importante è rimandare. Le priorità di un paese cialtronesco
di Ennio Trinelli La divertentissima non-gestione della questione Carta Identità Elettronica che ha fatto correre enti locali e addetti,... →
Virginia Raggi, com’era nei pronostici, si è aggiudicata il primo turno delle elezioni romane. mentre scriviamo mancano poco più di 200 sezioni da scrutinare e la rappresentante del M5S è avanti di quasi undici punti nei confronti di Roberto Giachetti con il quale si scontrerà al ballottaggio. Dietro di loro Meloni, con poco più del 20% (voti suoi, di Meloni, Salvini si rilassi…); Arfio Marcsilvio è fuori-gioco con un patetico 10%. Molto indietro l’ometto che doveva cambiare le sorti dell’Italia con la sua candidatura, dopo averle già cambiate con il suo apporto quando era responsabile economico del Pd, quello Stefano Fassina ri-convertito alla sinistra sociale per comodi suoi, dopo che dal suo ex partito aveva votato tutte le schifezze che ora contesta come se lui fosse stato qualcun altro. Tra il cialtronismo candidatosi spicca lo straordinario 0,60% di Mario Adinolfi principe di ogni integralismo, votato da sé stesso, la moglie e forse un paio di parenti.
I commentatori, le star radiofoniche già star televisive, i grandissimi e grandissime che intingono la penna nella verità (o ci si bagnano le dita prima di usare la tastiera) prima di scrivere un articolo, sono già lì a celebrare il nuovo, dato che non posso fare a meno di essere schiavi dei loro lettori e della necessità di conquistarne altri, anzi il nuovissimo targato Raggi, dissertando dell’arroganza di Renzi proprio come chiacchiericciavano della predisposizione di Berlusconi per i puttanai o della condanna per omicidio colposo di Beppe Grillo. Sono così prevedibili che si potrebbe scrivere di loro senza nemmeno ascoltarli. Cosa che molti fanno, salvo poi lamentarsi della qualità dell’informazione.
Accecati dalla loro necessità di dimostrare che Renzi è un cialtrone pericoloso si sono fatti scudo di Virginia Raggi, dovendo per forza avvallare qualsiasi presenza che la mettesse in quel posto all’odiato premier che sta osando cercare di riformare il Paese e si è messo contro, ardito!, addirittura quel catafalco vivente di Eugenio Scalfari che ogni domenica ci regala i suoi deliri senili sul quotidiano che ha fondato, ma di ciò che Raggi ha detto (o meglio di ciò che NON ha detto) in campagna elettorale non si sono nemmeno curati. L’importante, per loro, non era fornire un’informazione corretta (seppur filtrata dalla linea editoriale della testata): questi tromboni sfiatati – e quando li contesta il M5S ha ragione – vogliono affermare loro stessi a tutti i costi. Dimostrare al lettore, ascoltatore, telespettatore, compratore che hanno ragione. Che sono autorevoli. Preparati. I migliori.
Sono solo alcune delle ragioni per cui “erano ciechi ed hanno visto la Raggi”.
(6 giugno 2016)
©gaiaitalia.com 2016 – diritti riservati, riproduzione vietata

