di Giovanna Di Rosa
Keir Starmer ha lasciato
Il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo la vittoria del suo rivale laburista Andy Burnham in un'elezione suppletiva,... →
Terra dei fuochi, PFAS e il diritto di non essere giudicati per geografia
di Massimo Mastruzzo L’Italia ha una domanda scomoda che evita da anni: perché alcune contaminazioni diventano subito un... →
Matteo Salvini non ha detto un parola sulla candidatura di Roberto Maroni, presidente leghista della Regione Lombardia, a capolista alle amministrative di giugno a Varese; la candidatura blocca di fatto il processo nel quale l’ex ministro dell’Interno ed eterno numero due (numero due?) della Lega è imputato per turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e induzione indebita per presunte pressioni per far ottenere un lavoro e un viaggio a Tokyo a 2 ex collaboratrici.
Il Tribunale di Milano ha accolto la richiesta di rinvio e sospensione del procedimento avanzata dalla difesa Maroni, dopo la candidatura di quest’ultimo a Varese come capolista leghista e a sostegno del candidato sindaco del centrodestra Paolo Orrigoni. Il processo tornerà in aula dopo le elezioni. Salvini tace e il M5S grida. Tutto secondo copione.
(6 maggio 2016)
©gaiaitalia.com 2016 – diritti riservati, riproduzione vietata
