di Daniele Santi
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Intervistata da Claudio Sabelli Fioretti a “Un giorno da pecora” Vladimir Luxuria ricordava la sua candidatura per Rifondazione Comunista (fu poi eletta parlamentare) e la battuta con la quale Grillo la accompagnò durante un suo spettacolo (alla quale Luxuria era presente): “Ma che fine faremo, ora che anche Rifondazione candida un travestito? Io ero lì e pensai: ecco, un altro omofobo pure qui”. La rimembranza luxuriana è riportata da l’Unità.
Non c’è bisogno di scomodare l’amica Luxuria per scoprire le venature omofobe del Vate Purissimo della Purissima Cittadinanza dei Pentastellati: ricorderete, se avete buona memoria, che la prima cosa che Egli proferì dalla sua lunga e larga lingua fu “I matrimoni gay vanno fatti, ma non sono una priorità” e com’è andata lo avete visto tutti. Lo hanno visto anche coloro che pur di non credere che il messia non c’è più fanno finta di niente.
Ricordare che un po’ di anni fa durante i magnifici “Vaffa Day” (titolo più omofobo no?), a Bologna, il Vate si rivolse pubblicamente a Nichi Vendola dicendogli “At Salut, buson!”, per la cui traduzione vi rimando a questo articolo de La Lurida, rimarcando la sua “distanza” da Vendola in occasione della notizia che il leader di Sel avrebbe cominciato a percepire il vitalizio (lo prevede la legge, la cambino i signori a 5 Stelle, invece di gridare. Non c’hanno i voti? Bè, trovino le alleanze, dato che son bravi…) aveva lanciato una campagna antivnedola su Twitter lasciando che i suoi discepoli pentastellati si scagliassero contro l’allora Governatore della Puglia. La cosa provocò indignazione persino tra gli aderenti al M5S.
Anche con Rosario Crocetta il Vate c’era andato giù mica da ridere: durante lo “Sfiducia day”, ricordate – son tutto uno slogan! – la serie di perle lanciate da Grillo? Si cominciava con “la Mafia quotata in borsa” a Cosa Nostra che se n’era andata perché la Sicilia era troppo povera anche per loro alle battutacce su Crocetta, uno che non si sa “più cosa sia, in tutti i sensi”. Lui naturalmente non è omofobo. Lo disegnano così.
(3 marzo 2016)
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