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HomeDico quello che mi pare...Isis, vogliono la guerra globale

Isis, vogliono la guerra globale

Parigi 14 novembre 2015di Il Capo

 

 

 

 

 

Centoventotto morti in un attacco terroristico sono tanti. Sono troppi. Sono una vista insopportabile. Quei corpi, uno accanto all’altro pietosamente coperti con lenzuola e teli gettati dalle finestre, sono una vista che ci devasta tutti. Vengo a conoscenza degli attentati a Parigi alle 22.45 del 13 novembre dando un’occhiata al sito del quotidiano Liberation. Ho tanti amici in Francia, molti di loro francomaghrebini, artisti ed intelletuali, gente comune. Immediatamente faccio scrivere un pezzo, chiedo che non venga aggiornato fino a stasera (sabato 14 novembre, ndr), quando m’inventerò qualcosa, non so come. Non mi preoccupo eccessivamente di come uscirà il pezzo, chiamo subito i miei amici in Francia: tutti, uno dopo l’altro. Da uno di loro, un attore francomaghrebino assai conosciuto nel paese, vengo a sapere che si trovava in uno dei luoghi colpiti dai terroristi fino a 5 minuti prima dell’attentato. Mi dice in un soffio: “J’ai eu de chance”.

 

Poi ho tempo di dare un’occhiata, si parla di diciotto morti sui giornali italiani, ma mi rendo contro subito che non possono essere così pochi. Purtroppo. Un amico tunisino mi scrive: perché dicono in tivù che è colpa dei musulmani? Io sono musulmano, ma una cosa così non la farei mai.

 

Penso molte cose, ma la prima che mi viene in mente è cosa mai si inventeranno i giornali raccapriccianti della destra italiana. Il titolo di Libero va oltre ogni mia peggiore previsione. Anche quella è guerra. Belpietro la fa a modo suo. E a modo loro la faranno gli sciacalli della destra xenofoba europea, da Le Pen a Salvini, passando per chi si dichiara moderato.

 

Non so che dire. E non posso fare nulla che non sia scrivere. Uno scrivere che servirà più a me che a coloro che vorranno leggermi: 128 morti, un numero imprecisato di feriti, dispersi, 7 giovani (pare giovanissimi) che si sono fatti saltare in aria in nome di un dio che se esiste sicuramente non approverà e li punirà duramente, la politica immobile e poche frasi di circostanza, l’ottavo terrorista ucciso dalla Polizia. Ci sono arresti in Belgio, tre per favoreggiamento, uno è un cittadino francese che ha noleggiato una delle macchine usate nell’attentato. I terroristi islamisti alzano il tiro: prima fa esplodere un aeroplano russo e fa più di duecento morti, quindi l’attentato a Parigi. Quello che vogliono è la guerra globale, vogliono che l’Occidente li colpisca durissimamente per poter rispondere ancora più duramente.

 

Non so quanta casualità ci sia nell’annullamento della visita in Europa del presidente iraniano Rouhani: doveva essere in Italia stamattina per due giorni e poi andare in Francia, all’ultimo momento salta tutto. Le motivazioni ufficiali non le conoscerò mai. E nemmeno mi interessano. Ciò che m’interessa e mi atterrisce è l’assoluto immobilismo della diplomazia occidentale. L’Italia che affida la reazione al presidente del Consiglio che non può dire “L’Italia non ha una politica estera e nemmeno l’Europa”, ma che sa che è così e parla di libertà più forte del fanatismo. Grazie Signor Primo Ministro, lo sappiamo anche noi. Ora però qualcosa va fatto.

 

Civili innocenti che stavano bevendo aperitivi, guardando spettacoli, andando allo stadio. Lì, nel convivere quotidiano si abbatte l’odio dei fanatici islamisti, fanatici che in nome dell’Islam ammazzano innocenti in tutto il mondo, fanatici che si fanno chiamare Isis, Boko Harm o el Shebab.

 

Non c’è nessuna giustificazione politica possibile. Non c’è nessuna recriminazione che giustifichi tanto orrore. Non c’è rivendicazione plausibile. Ciò che i terroristi islamisti vogliono, sostenuti da si sa chi ma non si dice, è il potere. Fine a se stesso, oscurantista, terribile, nero come le loro nere bandiere. Vogliono ciò che dicono di non avere mai avuto.  Ma nemmeno loro sanno cos’è che gli è stato tolto e da chi.

 

La loro è una guerra cieca senza obiettivo finale che non sia quello di imporre una visione religiosa della società basata sulle loro interpretazioni personali. E’ un nuovo nazismo. Ancora più terribile del precedente. Un nuovo nazismo costruito sulla pelle dei musulmani che pretendono di rappresentare: uccisi fisicamente da coloro che dicono di volerli liberare e moralmente da coloro che sui grandi giornali nazionali delle destre xenofobe europee li trattano come feccia a prescindere.

 

Seminare l’odio per l’odio è fare il gioco dello Stato Islamico e di tutti coloro che dello Stato Islamico muovono i fili. Ma l’Occidente non può più stare immobile a guardare cosa sta succedendo. Non sappiamo cosa, ma qualcosa andrà fatto. E in fretta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(14 novembre 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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