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Il giorno in cui Rouhani decise di non apparire

Iran Manifestazione Roma 14-11di Daniele Santi

 

 

 

 

 

 

Roma, piazza del Popolo. Ore 10.45. Inizia la nostra diretta, alcuni video di lunghezza variabile ed interviste ad esponenti della resistenza iraniana, della manifestazione contro la visita del presidente iraniano Rohuani. Manifestazione che ha ottenuto già un risultato straordinario: il capo di stato dell’Iran ha deciso di annullare la visita e non si fa vedere. Non andrà nemmeno in Francia. Non amo le dietrologie quindi me ne starò zitto.

 

Tante bandiere gialle, tante bandiere dell’Iran, molti giovani. C’è Nessuno Tocchi Caino, c’è Marco Pannella, non ci sono televisioni, non ci sono radio, non ci sono giornali. Siamo l’unico media presente. E non ce ne vantiamo. Speriamo, e lo diciamo ad alcuni rappresentanti della Resistenza Iraniana, che i media nazionali arrivino nel pomeriggio. Non sono molto fiduciosi. Nemmeno noi.

 

E’ poi il momento degli interventi. Marco Pannella parla per un’ora e riesce a non dire niente. Nemmeno i suoi collaboratori riescono a trascinarlo lontano dal microfono. Gli fanno cenni, gli indicano l’orologio, lui niente. Prosegue imperterrito parlando dell’Italia, non degli impiccati iraniani, parla di ciò che non fanno Renzi e Mattarella per i diritti degli Italiani, non di ciò che gli Ayatollah fanno agli iraniani. In un sussulto si ricorda dove sta e sul finale riesce a chiamare qualche applauso. Ci chiediamo se non dovremmo fargli un’intervista. Poi decidiamo: nemmeno un minuto di spazio per politici capaci solo di aprire bocca.

 

La nostra indignazione per la manzanza di copertura mediatica, certo c’è stato l’attentato di Parigi e lo si ripete continuamente, viene rimarcata anche dal palco da un lucidissimo rappresentante della Resistenza Iraniana che si chiede quanti giornalisti si sarebbero radunati se il presidente iraniano fosse stato lì. Tutti proni agli assassini di stato, ma nessuno compromesso con la giustizia. Siamo un paese di cialtroni dove conta solo ciò che si ritiene importante, non ciò che è importante sul serio. Veniamo a sapere dopo che Rai2 e Rainews24 hanno amndato in onda immagini di ragazzi che suonavano tamburi durante la manifestazione, senza spiegare di cosa si trattava.

 

Ce ne andiamo. Abbiamo pochi mezzi e poco tempo. E abbiamo fatto ciò che abbiamo potuto, dando voce via Periscope i rappresentanti della Resistenza Iraniana. La manifestazione, pur se con poche centinaia di persone e quasi nessun italiano che non fosse di passaggio racconta esattamente la terribile solitudine del popolo iraniano di fronte alla barbarie dei suoi governanti. L’egoismo profondo del nostro paese ci lascia senza fiato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(14 novembre 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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