di Il Capo
Keir Starmer ha lasciato
Il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo la vittoria del suo rivale laburista Andy Burnham in un'elezione suppletiva,... →
Tra benaltrismo e menefreghismo, l’importante è rimandare. Le priorità di un paese cialtronesco
di Ennio Trinelli La divertentissima non-gestione della questione Carta Identità Elettronica che ha fatto correre enti locali e addetti,... →
Dopo la sortita di Stefano Fassina sui suoi 12mila voti alle primarie, quando Fassina era bersaniano, e sulla possibilità che lui si candidi alla carica di Sindaco di Roma, sortita che è poi continuata con la ventilata possibilità che Sinistra Italiana appoggi il M5S alle stesse elezioni prossime venture (pare che ai dirigenti di Sel sia gelato il sangue nelle vene) su Sinistra Italiana è calato un provvidenziale ed inquietante silenzio.
Il buon Fassina non è nuovo a coupes de théatre : è un uomo che si crede un politico di fiuto e che nel corso della sua carriera ha veleggiato un po’ a destra e un po’ a sinistra, tutto dentro la sinistra naturalmente, è stato durissimo critico di Monti, ma lui era responsabile economico del Pd che sosteneva Monti e ne votava le leggi, poi è stato viceministro bersaniano salvo uscire sdegnato dal Pd per essere stato maltrattato da Renzi (trasmettemmo in diretta streaming una direzione nazionale Pd nella quale Fassina paonazzo in volto ne gridò a Renzi di tutti i colori, ed il suo attacco non aveva niente di politico), quindi assertore convinto della necessità di referendum contro il Fiscal compact, quando faceva ancora parte della minoranza Pd.
Poi vennero tempi altri, tempi nei quali Fassina si butta anima e corpo nell’avventura Sinistra Italiana e ne approfitta per regolare i conti con Pierluigi Bersani, ché gli amori durano poco in questo mondo pieno di tentazioni, per poi proporsi come l’uomo che trova tutte le soluzioni: candidarsi a Sindaco, allearsi con il M5S al secondo turno (gli hanno già risposto che Manc‘po‘cazz), ma lui ha tutto già tanto chiaro. Persino i risultati elettorali. E’ il destino dei grandissimi statisti.
Ma da un paio di giorni su di lui e sulla strombazzata nuova formazione politica per ora gruppo parlamentare dei 31, è calato un sinistro silenzio. Siamo preoccupati, perché gli speranzosi elettori della sinistra che perde sempre, perde e basta e parla al proprio ombelico di quanto è bello perdere, rischiano di trovarsi già orfani di una creatura “straordinaria” – l’ennesima – che con le fanfare e i coriandoli salverà il mondo da quel mostro di Renzi rendendo concreta la possibilità che il mostro successivo si chiami Salvini. Saranno consapevoli del poco che guadagneranno nel cambio?
(11 novembre 2015)
©gaiaitalia.com 2015 – diritti riservati, riproduzione vietata
