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Mentre il loro mondo basato sul nulla esplode loro fanno un Sinodo sulla comunione ai divorziati…

Preti 01 Vaticanodi Il Capo

 

 

 

 

 

Che uno come Eugenio Scalfari (non che ci stupisca) definisca il papa argentino un progressista inarrestabile che tutti all’interno della chiesa vogliono boicottare, ci dà l’esatta dimensione della demenza senile che ha colpito coloro che si considerano la (geronto) intellighenzia di questo paese e del pietoso stato in cui la citata intellighenzia si trova. Bergoglio (profeta della modernità, lo definì il vetusto fondatore de La Repubblica) è conservatore come tutti gli altri, forse peggiore perché meno sincero. E’ schiavo, come tutti gli altri, di una struttura temporale alla quale solo importa il potere sui fedeli. Soprattutto quello che gli sta sfuggendo di mano. Le chiese sono vuote, il verbo saccente proveniente da Oltretevere non ha più nessuna presa sulle masse che cercano altre vie di crescita interiore, la Gerarchia che vive sulle spalle degli stati che stupidamente e ciecamente la tollerano continua a fare gli affari suoi grazie ad accordi politici e non spirituali. Le folle che invadono piazza San Pietro sono coartate dalle associazioni fedeli al vaticano.

 

Il profondo fascismo della Gerarchia cattolica continua a mettersi di traverso quando le persone vogliono più libertà individuali ed i governi sono pronti a sostenerle. La Chiesa è morta e Scalfari dice che Bergoglio è dio. Davvero ci sarebbe da piangere, se non fosse meglio ammazzarsi dalle risate.

 

Mentre il mondo è in preda a tutto ciò che vediamo, mentre l’Argentino si riempie la bocca di parole come salvaguardia dell’ambiente, diritti di tutti, felicità, tolleranza, comprensione, eccetera, la sua Chiesa (su suo ordine) cosa fa? Convoca un Sinodo per discutere di cose importantissime [sic] come la comunione ai divorziati (non ci risulta che a Casini, tanto per fare un nome, la comunione sia mai stata negata), o le Unioni Civili tra coppie dello stesso sesso.  E lo chiude confermando la sua vocazione all’esclusione.

 

Il Sinodo ha portato a Roma preti da tutto il mondo (aerei su aerei, ché la salvaguardia dell’ambiente è cosa importantissima, almeno stessero zitti) e per giorni e giorni si sono arrovellati sul loro nulla, votando come qualsiasi altro squallido parlamentino di qualsiasi staterello dittatoriale ed autoreferenziale, dove i suoi rappresentanti sono eletti per induzione divina (lo chiamano spirito santo, ci vuol coraggio!) per confermare la loro posizione medievale, saccente, acritica, arrogante, inutile, autocelebrativa, razzista, omofoba, escludente, discriminatoria, e confermando che se dovesse per caso e da qualche parte esistere un dio, loro di certo non sanno dove sta di casa.

 

I grandi [sic] giornali italiani, asfissiati dal calo delle copie vendute, si gettano sulla notizia come se avesse un senso e fosse importante trasformandola nell’evento del giorno (bisogna pur vendere, lo insegnano bene le coop), mentre c’è tutto un mondo intorno che viene ignorato, c’è tutto un Marino che viene messo alla gogna, c’è tutto un mondo di richieste tese a migliorare la convivenza sociale che si ignora e c’è tutto uno scrivere di dementi conservatori ultranovantenni furiosi perché vedono il loro tempo assottigliarsi, e descrivono un mondo che va all’indietro quando questo, incurante di loro, va invece avanti.

 

E’ ciò che succede a Bergoglio ed all’immobile chiesa d’Oltretevere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(26 ottobre 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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