di Il Capo
Perché mai avremmo dovuto commentare l’ultimo discorso di Giorgio Napolitano? Sapevamo che l’avrebbero fatto tutti, in un modo o nell’altro, tirando il suo discorso di qua e di là per dimostrare che non erano ciò che il Presidente della Repubblica diceva ad essere importante, ma l’interpretazione che ogni partito, ogni segretario, ogni guitto, ogni cialtrone, ogni giornalista, davano delle sue parole ad esclusivo uso e consumo di una parte del paese. Quello loro.
Keir Starmer ha lasciato
Il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo la vittoria del suo rivale laburista Andy Burnham in un'elezione suppletiva,... →
Figuratevi poi se poteva importarci il parere di Beppe Grillo, quando non di Salvini, che pur di avere ragione e di essere contro sono riusciti ad inventarsi qualunque panzana, compresi così tanti restyling da rendere poco credibile anche l’ultima ruga apparsa come segno di sanchezza.
Napolitano ha 90 anni, ed è assolutamente legittimo il suo desiderio, necessità, di ritirarsi: “Sto per lasciare le mie funzioni. E presenterò le dimissioni”, ha detto. Quale altro commento dietrologico avremmo potuto inventarci. Così che l’abbiamo lasciato agli altri. Ce ne sono tanti di così bravi a dire tutto ed anche il suo contrario che aggiungerci a loro non avrebbe fatto bene a loro, ma soprattutto avrebbe fatto male a noi.
Napolitano lascia dopo 9 anni e ne ha dieci volte di più. Chi fa opposizione e critica il suo mandato passando attraverso la presa in giro di un uomo ormai vecchio ed inevitabilmente sul viale del tramonto, prendendo di mira la sua età e non il suo operato, fa pena e supera ampiamente i limiti dell’umana decenza.
Tra benaltrismo e menefreghismo, l’importante è rimandare. Le priorità di un paese cialtronesco
di Ennio Trinelli La divertentissima non-gestione della questione Carta Identità Elettronica che ha fatto correre enti locali e addetti,... →
(1 gennaio 2015)
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