di Iosonodio
I capitalisti crollano sotto pressione ([cit] Julian Clary, Another Country) così che anche il coloso d’argilla conosciuto col nome di Facebook, è tornato sui suoi passi dopo che le nuove regole sulla privacy avevano imposto alle Drag Queen di non usare il loro nome d’arte, ma quello di battesimo. Le care amiche hanno scatenato un tale putiferio a livello mondiale (e La Karl du Pigné, ti amiamo! c’ha messo del suo) che non solo il social network ha fatto retromarcia, ma ha chiesto pubblicamente scusa per le sue scelte sbagliate (e discriminatorie) ed ha annunciato di lavorare ad una solzuione che permetta la verifica delle identità degli iscritti senza cambiare il loro profilo pubblico e per fare in modo che chi è stato bannato possa tornare ad avere il suo profilo on-line più splendente che pria.
Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale
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“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione
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(2 ottobre 2014)
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