di G.T.
Non sappiamo più nulla delle 270 studentesse nigeriane rapite in aprile dal gruppo armato di Boko Haram.
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Se alcune di loro sono riuscite a fuggire dai loro carnefici, sulle altre è calato il silenzio. Un silenzio cupo e doloroso se si dà voce alle denuncie di Amnesty International secondo cui il rapimento delle studentesse poteva essere evitato.
Amnesty sostiene infatti che il quartier generale delle forze armate di Maionguri era a conoscenza dell’imminente attacco, ma data l’incapacità di radunare sufficienti forze armate , ha costretto il piccolo contingente presente che pur ha cercato di respingere l’assalto do Boko Haram, alla ritirata.
Il problema pare essere nell’insufficienza numerica dell’esercito di Lagos che ha adottato, e pare inutilmente, la via dura contro il terrorismo, rendendosi così responsabile di migliaia di arresti, torture ed esecuzioni di presunti membri di Boko Haram, scatenando da parte di quest’ultimi brutalità gratuite, massacri e ritorsioni.
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(17 settembre 2014)
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