di Daniele Santi
Dopo che il nostro primo articolo ha scatenato le ire dell’egregio Signore cui abbiamo risposto con questa lettera aperta, ci piace l’idea di fargli scoppiare il fegato scrivendo che il sito panafricano Mambaonline informa che i cinque presunti gay di cui abbiamo scritto qui non sarebbero stati arrestati per “propaganda dell’omosessualità”.
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Secondo l’articolo, il direttore esecutivo dell’associazione Human Rights Awareness and Promotion Forum Uganda (HRAPF), Adrian Junko, gli arresti di cui sopra sono stati effettuati il 26 e 27 giugno scorso ed hanno riguardato uno studente 18enne, un uomo d’affari 34enne, un’altro studente di 16 anni, ed altri due uomini di 21 e 30 anni e sono seguiti al tentativo di suicidio del 18enne che aveva denunciato alla polizia una relazione “marito e moglie” [sic] con il 34enne. La denuncia aveva portato all’arresto della altre quattro persone.
I cinque non sono stati accusati formalmente di nessun reato, ma sono stati sottoposti ad accertamenti medici anali [sic] che non hanno prodotto risultati (perché l’eventuale omosessualità per i maschiacci ugandesi ha a che fare solo con i rapporti anali), e sono in libertà dopo che il PM si è rifiutato di procedere data la mancanza evidenza di atti omosessuali a carico dei cinque ugandesi.
Adrian Jujiko ha anche informato i media che le accuse di avere circuito bambini riportate dal quotidiano Daily Monitor sono state smentite dal direttore della scuola dove i fatti sarebbero accaduti e che gli arresti non sono connessi con la legge contro la “propaganda gay”.
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(15 luglio 2014)
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