di Rosario Coco twitter@rosariococo
La crisi? Per nulla. Il risultato di Le Pen e lo tsunami delle destre estremiste in tutta Europa che va decisamente oltre le previsioni ha ben altre ragioni. E adesso bisogna farsi le domande giuste. Come hanno gestito la crisi i partiti progressisti? Cosa ha votato il PSE in questi anni insieme alla Merkel?
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E da lì che bisogna ripartire. Adesso non basta dire che Le Pen è fascista. E magari girarsi dall’altra parte. La questione è molto semplice: o si cambia rotta sull’euro e sulla strada di integrazione europea da seguire, oppure questi signori oltre a smontare l’Europa smonteranno tutte le libertà civili costruite negli ultimi cento anni.
Vediamo se adesso i partiti “progressisti” di tutta Europa, invece di snobbare il messaggio “no euro” riusciranno a capire che differenza passa tra chi vuole tirar fuori il proprio Paese dalla moneta unica senza se e senza ma e chi invece vuole salvare la comunità europea cancellando gli errori fatti da Maastricht in poi e progettando un abbandono comunitario dell’euro per costruire un serio progetto di unità politica prima ancora che economica
Se continuiamo a combattere questi “fascismi” con le stesse armi siamo spacciati. Perchè se ti dicono che siamo in mano ad un consorzio di banche private di nome BCE e che usiamo una moneta in prestito che non è di nessuno hanno ragione. E non puoi rispondere con “ci vuole più euro” e “dobbiamo fare l’europa politica”. Devi rispondere che bisogna lasciare tutti insieme l’euro ricominciando dalla comunità europea, riscrivendo un’altra Maastricht priva di scemenze come il vincolo del 3% del rapporto deficit-PIL oppure una banca che non può stampare moneta e non risponde ad alcun organo politico (non esiste in NESSUNA parte del mondo).
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Pensiamo all’immaginario collettivo di chi soffre la crisi ed è passato dal voto socialista al voto al Front National: purtroppo, i socialisti che oggi hanno perso sono anche quelli del “matrimonio gay”, ad esempio. Purtroppo perchè ci va di mezzo una causa sacrosanta. Nell’immaginario collettivo, chi promuove i diritti civili, le libertà individuali, la laicità dello Stato sta diventando (anzi in parte lo è già) un tutt’uno con chi supporta l’austerity, poco importa che sia nella versione PSE o PPE.
Se continuiamo così, rischiamo di tornare indietro di decenni, in un batter d’occhio. Basta anche solo un altro voto come quello francese.
Sembrerà presuntuoso, quindi, ma con una catastrofe del genere è meglio che socialisti e piddini vari riaprano i libri di macroeconomia. In Italia le destre lo hanno fatto. E loro invece quasi schifano personaggi come Brancaccio, solo per dirne uno. Fin quando?
(25 maggio 2014)
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