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giovedì, Dicembre 2, 2021

Gaycs: mentre la Magliana si stringeva attorno a Daniele Fulli, l’on. Alfano fomentava intolleranza antigay

Gaycs 450x300di Gaiaitalia.com

Proprio nel pomeriggio in cui un intero quartiere, uno di quelli chiamati “disagiati” e dei quali si parla con un misto di timore e di ignoranza, si stringeva attorno all’ennesima vittima dell’omofobia, il giovane Daniele Fulli, 28 anni, ucciso dal suo amico in un raptus; proprio nel pomeriggio in cui la Magliana si stringeva attorno a Daniele – c’erano famiglie con bambini, anziani, vecchiette, uomini e donne – il ministro Alfano si scagliava contro i matrimoni gay ad uso e consumo del suo elettorato in un irrispettoso esercizio di marcamento del territorio che solo serve a fomentare odio e accrescere l’omofobia. Se il ministro Alfano non fosse ministro dell’Interno non staremmo qui a dire che dovrebbe avere a cuore la sicurezza di tutti i cittadini italiani, senza distinzione.

“Ancora una volta, di fronte ad una tragedia, il popolo italiano si è dimostrato enormemente più evoluto di gran parte della classe politica che lo governa” – dichiara Adriano Bartolucci Proietti, coordinatore nazionale Gaycs. “Nelle parole del leader del Nuovo Centro Destra solo un puerile attacco ai matrimoni gay e non una parola per un giovane di 28 anni ammazzato da un coetaneo per ragioni che sono sconosciute e che si sono descritte con il gusto del pettegolezzo tipico del provincialismo che affligge la nostra informazione” – conclude Bartolucci Proietti.

Viviamo forse in un sogno dentro un sogno, quando vediamo che molti altri paesi legiferano in favore dell’uguaglianza di tutti i cittadini ed i conservatori italiani, molto più retrivi dei loro colleghi europei ed occidentali, si arroccano invece su posizioni medievali?

Lanciare strali su questioni che non esistono, che non sono sul tavolo, che non vengono discusse né calendarizzate fa parte della strategia che ha portato il paese fin qui, e visto dove si trova ed in quali condizioni non si è di certo trattato di una strategia vincente. Un gioco al massacro che i conservatori italiani continuano a praticare e la cui utilità, francamente, ci sfugge.

 

 

 

 

 

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