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Di un nuovo pestaggio omofobo al grido di “Frocio di merda” e di allegre trasmissioni radiofoniche

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Maschione 00di Il Capo

L’altro giorno abbiamo lanciato una polemica, è stato molto divertente, tra il serio ed il faceto, sul fatto che il noto conduttore di una intelligente trasmissione radiofonica di successo, tra le sue numerose provocazioni, ha quella di chiamare gli omosessuali “frocio” e questo nonostante il dichiarato e documentato impegno della trasmissione a favore della causa gay & lesbica.

Sabato 29 giugno a Milano, poco prima del Gay Pride, un maschio-omone, di quelli tutti automobili sportive, cervello poco e uccello meno, il cui ego occupa tutto lo spazio vuoto del cranio e di conseguenza tutta la carreggiata disponibile, dopo un alterco con un ciclista che riconosce come gay, gli spacca il naso con un pugno dopo averlo insultato con espressioni che partendo da “Frocio” sono passate per tutta la vasta gamma di epiteti razzisti ed omofobi che il maschio-omone utilizza per dimenticarsi che da adolescente si faceva le seghe con gli amichetti e spiava il pisello altrui per considerare le drammatiche proporzioni del proprio, come se  fosse questione di centimetri.

Nella divertente polemica dell’altro giorno sostenevamo noi di Gaiaitalia.com, piccola e insignificante testata che un lettore casuale egopata critica ferocemente come “omofoba” (noi!) sul suo blog sgrammaticato (non siamo un sito di “Gay News”, simpatico signore, dia un’occhiata a ciò che facciamo), inserivamo una considerazione irrilevante che riguardava la parola come azione compiuta, ritenendo che offese come “frocio” pronunciate da chi è gay o da chi non lo è, tra il serio e il faceto appunto, contribuisca a perpetuare una cultura omofoba dalla quale questo paese avrebbe davvero bisogno di liberarsi.

 

 

P.S. Non ci sarebbe bisogno della precisazione perché siamo tra persone intelligenti, ma non si sa mai, così sappiate che non consideriamo esista causa-effetto tra la simpatica locuzione verbale via radio e l’eccesso di protagonismo virile del maschio-omone di cui sopra.

 

 

 

 

 

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