L’attivista Paul Kasonkoma è stato arrestato in Zambia il mese scorso per avere dichiarato in televisione che il governo deve depenalizzare l’omosessualità. Dopo questo caso, passato quasi sotto silenzio, l’attenzione internazionale si è focalizzata sull’arresto di due giovani di 20 e 21 anni, con l’accusa di sodomia.
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In Zambia l’omosessualità è un delitto punibile con la prigione e la sodomia (sic) può essere punita con 14 anni di carcere, ma fino a pochi mesi fa non si avevano notizie, già da molti anni, di casi eclatanti di repressione degli omosessuali, che solo negli ultimi mesi ha ripreso vigore, grazie alle prese di posizione del Governo.
Il Ministro degli Interni ha dichiarato che “coloro che difendono i diritti degli omosessuali devono andare all’inferno e non saranno tollerati”, aggiungendo che, “l’omosessualità non appartiene alla cultura dello Zambia”.
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Solo poche settimane fa due giovani che avevano una relazione erano stati denunciati dai famigliari (sic) e messi agli arresti.
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