La polizia keniana ha disperso venerdì 17 maggio una manifestazione che attivisti per i diritti umani delle persone omosessuali avevano organizzato per il centro di Nairobi, la capitale del paese, in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia. Lo riporta il quotidiano australiano online Gay Star News.
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I manifestanti erano in possesso di regolare permesso e di autorizzazione alla marcia. Per Julie Jules, leader dell’associazione Out in Kenya, la polizia ha fermato la manifestazione “perché ritenevano che non si dovesse procedere con la promozione dell’omosessualità” in un luogo pubblico.
L’omosessualità in Kenya è punita dal codice penale con pene fino a cinque anni di prigione, ma è ampiamente praticata e i governanti del paese, più razzisti e omofobi che intelligenti, accusano del fenomeno gli Occidentali che hanno esportato il “vizo dell’omosessualità” nel paese che non l’ha mai conosciuta, trattandosi -l’omosessualità- di un fenomeno sconosciuto nel continente africano.
In realtà, la manifestazione è stata fermata perché non attirasse l’attenzione dei media che avrebbe dato troppo risalto alla notizia, quando chi governa il Kenya vuole che le rivendicazioni delle persone omosessuali passino sotto silenzio.
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