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Tunisia, un paese contro Amina

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Femendi Giovanna Di Rosa

La forza dirompente di una giovane donna, i suoi gesti estremi, per la società tunisina scandalosi, hanno messo in crisi un intero paese dominato dalla restaurazione morbida del partito Ennahda (Rinascita) al potere, islamici moderati sulla carta, ma feroci conservatori nella pratica quotidiana di Governo.

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La legge che permette alle donne di essere una costola dell’uomo, l’ha voluta una donna, che si è presa la briga di andare a parlare con le donne per convincerle che essere inferiori all’uomo avrebbe loro garantito più felicità, almeno la costituzione di Ben Alí, uno sporco dittatore, garantiva l’uguaglianza, che di fatto esisteva anche se poi c’erano scontri e delitti di genere, ma questo succede anche in Italia.

L’esercito di poliziotti accorso per arrestare Amina, una donna sola che mostrava il seno, la dice lunga su quello che potrebbe essere la Tunisia del futuro qualora le istanze di Ennahda e quelle dei Salafiti dovessero sposarsi o arrivare ad un punto di accordo: una dittatura totalitaria, peggiore di quella di Ben Alì, basata su di una radicalissima visione dell’Islam.

Salafiti ce ne sono sempre stati in Tunisia, ma Bourghiba prima e Ben Alì dopo, li avevano tenuti sotto controllo, ferreo, ora la loro vendetta colpisce tutta la Tunisia: sono disposti a tutto, sono armati fino ai denti, attaccano contemporaneamente più luoghi e quindi si rifugiano nelle moschee dove la Polizia non può andare a prenderli.

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Una parte del potere costituito è con loro, anche se il nuovo ministro dell’Interno sembra volere usare il pugno di ferro e per la prima volta ha detto “no” a uno dei loro raduni liberi, dove si impossessano di strade e pestano chi vuole passare da lì, perché sono i nuovi padroni della Tunisia. Ora per manifestare dovranno chiedere permesso. Questo ci raccontano i nostri contatti nel paese.

Chi paga per le tensioni, per tutti coloro che vogliono una Tunisia libera e moderna, una democrazia vera e reale è Amina, non ha fatto nulla: ha mostrato il seno.

Per questo è in prigione e vi resterà, per questo è stata pestata da un mondo di uomini che dominano le donne grazie a una legge voluta da una donna, per Amina non ci sono moschee in cui rifugiarsi, ci sono solo la sua rabbia e la sua voglia di cambiamento.

Amina deve farcela, non possiamo lasciarla sola.

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