Dunque vediamo un po’, per aprire un servizio di pos-virtuale in Italia, dalle nostre informazioni bisogna:
Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale
Nel pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti in borghese della squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale di... →
- a) diventare scemi
- b) sperare di trovare un direttore di banca informato
- c) meglio se è un amico
- d) essere disposti a spendere soldi solo per aprire il servizio sapendo che una buona percentuale di ciò che si guadagna andrà alla vostra banca
lo sappiamo perché in vista dell’apertura del nostro progetto di pubblicazione di e-books, il famigerato E-books di Gaiaitalia.com, abbiamo chiesto informazioni a decine di banche, ne deriva che non potremo aprirlo per numerosi motivi, di base i costi altissimi di mantenimento mensile e le percentuali spaventose che gli istituti bancari, quelli tradizionali e quelli legati alle carte di credito, pretendono. Ad esempio:
- a) 100 euro per l’installazione del pos-virtuale
- b) 25 euro al mese di mantenimento (ma ce ne hanno chiesto anche 36, 45 o 55)
- c) una percentuale media dell 0,50% sugli incassi alla banca
- d) una percentuale del 4,00% sugli incassi al circuito che gestisce le carte di credito.
Ci è gradita l’occasione per comunicare ai trogloditi che stanno al governo e che governano le banche che il futuro è nella rete, e mentre l’Italia affoga, voi pensate solo a mettere i bastoni tra le ruote all’innovazione, che crea anche posti di lavoro. Cambiate paese, direte voi! In tutta Europa, Inghilterra a parte, le cose sono così.
C’è di che riflettere (ma il nostro progetto va avanti lo stesso).
“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione
La Sindaca di Genova Silvia Salis non le ha mandate a dire dopo che per chissà quale ragione... →

