Dopo le dichiarazioni della moglie del presidente dell’Uganda è stato il turno del presidente del Gambia Yahya Jammeh, che è pronto a lanciare un appello internazionale per comunicare a tutti i gay di non visitare il suo Paese o si “pentiranno di essere nati”.
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Non avendo personalmente nessuno interesse a visitare il Gambia, considerando che preferisco investire il mio denaro in viaggi dove ciò che spendo non vada a finanziare un Capo di Stato completamente pazzo, posso godermi più o meno impunemente le sue deliranti affermazioni.
Jammeh ha infatti dichiarato che l’omosessualità “è contro l’umanità e che non ha mai visto un tacchino omosessuale”, (io però ho visto un pavone dire imbecillità, dove sta la verità, ndr), e chi sarà riconosciuto “reo di omosessualità in Gambia sarà messo in una prigione femminile”, affermazione che più che far pemsare all’effeminatezza degli omosessuali del Gambia conferma i pregiudizi del loro capo di Stato e la sua natura violenta e dominatrice.
Va ricordato che Jammeh propose nel 2008 di decapitare tutti i gay che non avessero lasciato immediatamente il Paese, nel 2009 impose all’esercito di non consentire atti omosessuali fra soldati (imposizione che pare non sia stata ascoltata) e non contento suggerì il rogo per i gay. Nel 2012 affermò che i diritti dei gay non sono diritti umani.
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Gran personaggio.

